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Tensione nel Mar Cinese meridionale: arrivano le navi da guerra americane

Tensione alle stelle nel Mar Cinese Meridionale. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, domenica due navi da guerra statunitensi sono giunte a ridosso delle acque contese nelle Isole Paracel. La Higgins, un cacciatorpediniere, e l’incrociatore Antietam, sono arrivate a 12 miglia nautiche dalle isole, come confermato dai funzionari americani. Secondo quanto riferito, le navi hanno navigato nei pressi di Tree, Lincoln, Triton e Woody Islands, nelle Paracels. Si tratta di un avvertimento preciso degli Usa nei confronti di Pechino, rispetto alle acque contese che la Cina rivendica. La reazione della controparte non si è fatta attendere. Il ministro della difesa cinese ha espresso la sua contrarietà a quella che viene definita una “provocazione” da parte degli Stati Uniti. “L’azione degli Usa – osserva in una nota ufficiale – ha seriamente violato la sovranità cinese perché le navi da guerra sono entrate nelle nostre acque territoriali senza permesso”.

La disputa sul Mar Cinese meridionale

Pechino ha costruito isole artificiali e dispiegato infrastrutture militari sulle Paracels e sulle isole Spratly. Ciò ha provocato le dure proteste da parte di altre nazioni vicine che rivendicano quei territori contesi, ma anche da parte Washington, che critica “l’influenza della Cina nella regione”. Il Mar Cinese Meridionale, ricchissimo di risorse naturali, è oggetto di una controversia internazionale che coinvolge numerosi Paesi, tra cui la stessa Cina, Vietnam, Filippine, Indonesia, Malesia e Brunei. Gli Stati Uniti hanno inviato navi e aerei per svolgere missioni di pattuglia nell’area, provocando ripetutamente le dure proteste da parte di Pechino.

Revocato l’invito alle esercitazioni nel Pacifico

Questo ulteriore attrito tra i due Paesi avviene in un momento particolare. Questa settimana, infatti, gli Stati Uniti hanno revocato l’invito alla marina cinesea partecipare alle esercitazioni navali Rimpac 2018, citando come motivazione proprio la “militarizzazione delle isole contese nel Mar Cinese Meridionale”. “Come risposta iniziale alla militarizzazione della Cina nel Mar Cinese Meridionale, abbiamo revocato l’invito all’esercitazione (Rimpac)”, ha confermato in una nota il portavoce del Dipartimento della difesa americano Christopher Logan. È in discussione la presenza della marina dell’esercito popolare di liberazione nelle isole Spratly, un arcipelago rivendicato anche da Filippine, Vietnam, Malesia e Brunei.

“Abbiamo prove evidenti del fatto che la Cina ha schierato missili anti-nave, sistemi missilistici terra-aria (Sam) e disturbatori elettronici nelle Isole Spratly nel Mar Cinese Meridionale”, ha affermato Logan. “Abbiamo chiesto alla Cina di rimuovere immediatamente i sistemi militari e di fare un passo indietro sulla militarizzazione delle aree contese del Mar Cinese Meridionale”. Nonostante le continue tensioni, le navi cinesi sono state invitate a prendere parte alle esercitazioni Rimpac nel 2016 e nel 2014. Quest’anno non accadrà. La Rimpac – Rim of the Pacific Exercise – è l’esercitazione marittima internazionale più grande al mondo. Viene organizzata dalla Royal Navy e dalla US Navy, ha cadenza biennale e si svolge nei pressi di Honolulu.

Fonte Gli Occhi della Guerra 

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