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Deutsche Bank – Una “bomba nucleare” pronta ad esplodere!…

Il primo istituto tedesco di fatto commissariato dalla banca centrale Usa. Per Wall Street è «più pericoloso dell’Italia». Titoli in Borsa al minimo storico. E rating declassato a BBB+ di Standard & Poor’s.

Negli Usa gli esperti di finanza raccontano in tivù che «per i mercati Deutsche Bank è un rischio più grosso dell’Italia». Parole che non aiutano, nelle ore del declassamento, anche da parte dell’agenzia di rating Standards & Poors ( S&P), del primo istituto bancario tedesco da A- BBB+, come già fatto da Fitch a settembre 2017. Nonché della rivelazione del quotidiano finanziario Wall Street Journal che la Federal reserve (Fed), ossia la banca centrale americana, da un anno considera il distaccamento americano di Deutsche Bank «in condizione problematica». Una valutazione grave, non frequente da parte della Fed specie verso gli istituti occidentali e che per prassi resta riservata. Restrittiva, nel concreto, (anche se Oltreoceano, ma Wall Street è il cuore pulsante della finanza globale) delle operazioni e dell’indirizzo dell’istituto in questione, giudicato in parte pericoloso.

COMMISSARIATA DALLA FED. In altri termini è venuto a galla che il ramo societario statunitense di Deutsche Bank è commissariato dal 2017 dalla banca centrale americana. Si è dedotto di conseguenza, come si sospettava sempre più, che non era più prorogabile perché imposto dai mercati il maxi piano di ristrutturazione annunciato a maggio 2018 dal nuovo amministratore delegato del colosso bancario Christian Sewing, con migliaia di tagli di posti di lavoro non ancora esattamente quantificati e lo smantellamento soprattutto del dipartimento dell’investment banking e delle sue operazioni di trading più rischiose a Londra e Oltreoceano. Anche la Banca centrale europea (Bce) ad aprile 2018 ha chiesto all’istituto di calcolare i costi di un’eventuale liquidazione delle attività di trading. Sulla scala da 1 a 5 della Fed, il livello «problematico» (tra 4 e 5) è tra i più bassi.

Deutsche Bank
Anche l’Agenzia di Stato Usa a tutela dei depositi (Federal Deposit Insurance Corp) ha messo Deutsche Bank nella lista delle banche deboli.

Il quotidiano tedesco die Welt descrive Deutsche Bank come banca con il «marchio di alto rischio» e il «cappio al collo della Fed». Il Wall Street Journal spiega che con una classificazione del genere, anche cambiamenti di incarichi e tagli al personale richiedono l’ok dei banchieri centrali Usa. E siccome Deutsche Bank ha in pancia quasi 25 mila miliardi netti di derivati (48 mila miliardi lordi) – 14 volte il Prodotto interno lordo della Germania – alla notizia diventata pubblica dell’istituto tedesco di fatto nella black list della Fed, il 31 maggio anche la Federal Deposit Insurance Corp, agenzia statale statunitense di assicurazione a tutela dei depositi bancari, ha inserito Deutsche Bank nella sua lista di banche con forti debolezze. «Un’anomalia per qualche tempo rispetto ai concorrenti» hanno scritto all’agenzia Usa del colosso tedesco e i suoi titoli in Borsa sono crollati al minimo storico di 9,16 euro di quotazione. OUTLOOK STABILE. Più di 7 punti percentuali bruciati in un giorno, per oltre il 30% del valore perso dalle azioni da gennaio 2018. Di rimbalzo Deutsche Bank rassicura di essere ancora «molto ben capitalizzata» (esperti di finanza hanno ipotizzato, sempre negli Usa, anche la necessità di un nuovo aumento dopo l’iniezione di 8 miliardi di euro nel 2017) e di disporre di «rilevanti riserve di liquidità». La montagna di derivati sarebbe inoltre in parte sicura e anche la valutazione del Fondo monetario internazionale come «banca più pericolosa al mondo» risale al 2016, quando con le autorità finanziarie e legali statunitensi erano in corso contenziosi legali, poi chiusi: l’istituto delle Torri gemelle di Francoforte sarebbe insomma sulla via del risanamento e non all’implosione. Tra le molte turbolenze, è un dato rassicurante l’outlook «stabile» di S&P verso Deutsche Bank. Ma presto potrebbe arrivare un dowgrade da Moody’s.

Fonte: Lettera43.it

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