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Giorgetti: la telefonata con il “demonio” che ha fatto nascere il governo

Se questo governo ha potuto vedere la luce, un merito enorme deve essere riconosciuto a Giancarlo Giorgetti, braccio destro dei leader leghisti degli ultimi anni, compreso Matteo Salvini, e oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Quanto sia stato fondamentale il ruolo del leghista è stato chiarissimo la sera dello scorso mercoledì, come riporta un retroscena del Corriere della sera, quando il corso della storia di questo governo è cambiata di colpo.

La sera decisiva per l’esecutivo Lega-M5s, Giorgetti è entrato nella stanza dove erano riuniti i vertici della Lega e ha detto sorridendo: “Ho parlato con il demonio”. Poi è diventato serio e ha aggiunto: “Il governo va fatto, troviamo una soluzione su Savona e chiudiamo”. La curiosità su chi fosse questo “demonio” ha cominciato a serpeggiare tra i leghisti, qualcuno si è fatto avanti e ha chiesto a Giorgetti di chiarire: “È un italiano che no sta in Italia – ha detto sibillino – È un mio amico”.

Per capire la cifra del personaggio, basti pensare alla quantità e qualità delle relazioni che Giorgetti è riuscito a tessere nel corso della sua vita. Roberto Maroni da ministro dell’Interno chiamò lui per mettersi in contratto con Mario Draghi, all’epoca governatore della Banca d’Italia. E dopo l’incontro, Maroni aveva chiesto stupito: “Ma gli dai del tu?”. Giorgetti aveva risposto senza esitazioni: “Certo, è un mio amico”. Le amicizie di Giorgetti vanno dai vertici delle banche alle aziende di Stato.

Fonte Qui

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