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Soros in Italia per scatenare l’isteria sulle interferenze russe

Il padrino dei corporate media progressisti, l’oracolo del globalismo e profeta della “società aperta” è tornato in Italia. Parliamo del finanziere e speculatore George Soros, fondatore dell’Open Society Foundations, che oggi è intervento al Festival dell’Economia di Trento. A pochi giorni dal giuramento del governo pentaleghista del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il magnate di origini ungheresi ha deciso all’ultimo di partecipare al Festival “liberal” per eccellenza, accolto come una superstar

Come riporta L’Adige, il finanziere non ha perso tempo per sferrare un duro attacco al nuovo governo: «C’è una stretta relazione tra Matteo Salvini e Putin. Non so se Putin effettivamente finanzia il suo partito, questa è una questione che l’opinione pubblica italiana ha il diritto di approfondire, l’opinione pubblica italiana ha diritto di sapere se Salvini è a busta paga di Putin». Lo ha detto il finanziere George Soros ospite del Festival dell’Economia di Trento, a chi dal pubblico chiedeva se fosse preoccupato dell’influenza della Russia sul nuovo governo italiano.

«Sono molto preoccupato della vicinanza del nuovo governo alla Russia. Quelli del nuovo governo hanno detto che sono a favore della cancellazione delle sanzioni contro la Russia. Putin cerca di dominare l’Europa, non vuole distruggerla ma sfruttarla perchè ha la capacità produttiva, mentre l’economia russa sotto Putin può solo sfruttare le materie prime e le persone. È una forte minaccia e sono davvero preoccupato».

Se fossimo un Paese con un minimo di amor di patria, tutti ricorderemo chi è questo signore diventato tristemente famoso  durante il cosiddetto mercoledì nero del 16 settembre 1992, quando la lira italiana e la sterlina inglese furono costrette ad uscire dal Sistema Monetario Europeo (SME) a seguito di una speculazione finanziaria da lui condotta attraverso il fondo Quantum. Quel giorno lo “squalo” della finanza vendette lire allo scoperto comprando dollari, e ciò costrinse la Banca d’Italia a vendere 48 miliardi di dollari di riserve per sostenere il cambio, portando a una svalutazione della nostra moneta del 30%. Operazioni simili condotte anche nel Regno Unito e in Asia, che lo hanno reso ricchissimo.

Sappiamo perfettamente che nel nostro Paese, Soros ha i suoi potenti amici fidati. Non ultimo l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi nel 1995 che, su sua iniziativa, conferì a Soros la laurea ad honorem presso l’Università di Bologna.

Davvero singolare che il magnate accusi il neo Ministro Matteo Salvini di essere “a libro paga di Putin” e che “l’Italia meriti di sapere” quando, alla faccia della paventata «trasparenza», per scoprire qualcosa di concreto sulle ambigue e controverse attività dell’Open Society abbiamo dovuto aspettare gli hacker di DC Leaks. Lui che, per sua stessa ammissione, ha sponsorizzato il colpo di stato di Euromaidan nel 2014 contro il governo legittimo e sovrano di Janukovich.

Ma al netto delle ipocrisie, cosa ci fa George Soros in Italia all’indomani dell’insediamento del nuovo governo? La risposta è semplice: aizzare i corpate media a lui vicini per promuovere – come accaduto negli USA – l’isteria sulle influenze russe, tentando di delegittimare il governo votato dagli italiani. Nel mirino c’è soprattutto Salvini, che oltretutto rischia di compromettere l’agenda di Soros sull’immigrazione indotta. Ecco quindi che, proprio come negli Stati Uniti, anche noi avremo il nostro, provincialissimo, Russiagate. Siete pronti? Hanno già cominciato. Ecco un articolo pubblicato su La Repubblica di oggi:

(di Roberto Vivaldelli) – Oltre la Linea

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