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Scontro fra Israele e Unione europea: Netanyahu non incontra Mogherini

È scontro fra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.Secondo quanto riportano i media israeliani, Netanyahu si è rifiutato di incontrare la diplomatica italiana, ora rappresentante di Bruxelles, e di conseguenza, Mogherini ha cancellato il suo viaggio in Israele. Una fonte diplomatica ha rivelato ad Hadashot Tv che: “È stata invitata da un’organizzazione filo-ebraica alla loro conferenza, e non da Israele. Le posizioni di Mogherini sono molto ostili nei confronti di Israele“. L’organizzazione cui fa riferimento la fonte è il Global Forum della American Jewish Committee a Gerusalemme.

Come riporta La Stampa, da Bruxelles hanno confermato il viaggio di Mogherini in Medio Oriente – attualmente l’Alto rappresentante dell’Ue si trova in Giordania – e hanno ricordato che era stata paventata l’ipotesi di una tappa a Gerusalemme, poi saltata. Secondo le fonti dell’Unione europea, “La cosa non è stata possibile per ragioni di agenda“, ma la diplomazia europea ritiene fondamentale riuscire a incontrarsi con il premier israeliano. Sono molti i temi che interessano a entrambe le parti.

Le relazioni tese fra Israele e Unione europea

I rapporti fra Tel Aviv e Bruxelles sono tesi da molti anni. Netanyahu non ha mai apprezzato la linea del blocco europeo che sempre condannato le scelte marcatamente unilaterali dei suoi governi. E negli ultimi tempi, il divario si è espanso anche alla luce di quanto avvenuto dopo la decisione di Donald Trump di spostare l’ambasciata americana a Gerusalemme.

L’Unione europea ha sempre condannato la scelta di Washington ritenendola un azzardo e un ostacolo alla pace. Bruxelles ha sempre sostenuto la soluzione politica dei due Stati. Dopo l’annuncio della Casa Bianca, Netanyahu disse che anche i Paesi europei avrebbero seguito gli Stati Uniti.

Ma in quel caso, arrivarono le ferme parole di Mogherini che disse: “Il premier Benjamin Netanyahu stamani ha detto di aspettarsi che altri Paesi spostino le loro ambasciate. Può tenere le sue aspettative per altri, perché dai Paesi Ue questo non avverrà“. E ribadì che secondo l’Unione europea, “l’unica soluzione realistica è basata su due Stati, con Gerusalemme capitale sia dello Stato di Israele sia dello Stato palestinese”.

Il tour di Netanyahu in Europa

La notizia del “gran rifiuto” di Netanyahu a Mogherini arriva immediatamente dopo il ritorno del premier dal tour in Europa.

Il primo ministro di Israele ha incontrato prima Angela Merkel in Germania, poi Emmanuel Macron a Parigi e infine la premier britannica Theresa May. Lo scopo era quello di impegnare i Paesi europei dell’accordo sul programma nucleare iraniano a incrementare la pressione nei confronti dell’Iran, ritenuto dallo Stato ebraico una minaccia esistenziale.

Ma il viaggio di Netanyahu, se non può ritenersi un fiasco, certamente non è stato estremamente positivo. Il politico israeliano torna a casa con una maggiore comprensione europea sulla necessità di convincere l’Iran a lasciare la Siria, ma nessuno sembra intenzionato a chiudere le porte a un rapporto più proficuo con Teheran. L’Europa non vuole abbandonare la partnership economica con l’Iran e lo ha fatto capire più volte. Inoltre, ritiene fondamentale evitare a tutti i costi un’escalation di tensione in Medio Oriente.

Tutti hanno dichiarato la loro comprensione verso le preoccupazioni israeliane. Ma non hanno dato il totale sostegno alle logiche israeliane. Un esempio, le parole di Macron sul trasferimento dell’ambasciata a Gerusalemme. Secondo il presidente francese, la decisione di Trump ha portato “la gente a morire” ma non ha fatto niente per portare la pace.

Fonte Gli Occhi della Guerra

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