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MONETA UNICA: Aumento dei tassi d’interesse con la fine del Quantitative Easing dal 2019.

L’effetto sul debito pubblico con la fine del Quantitative easing pian piano uscirà dal mercato un compratore che ha acquistato grandi quantità di titoli negli ultimi anni. I tassi gradualmente aumenteranno e cresceranno gli interessi sul debito pubblico che ogni Stato dovrà ripagare. Senza il paracadute della Banca centrale europea, disposta a comprare titoli a go-go, il pericolo di default dovrà essere ben remunerato, bisognerà spendere di più per farsi prestare soldi: Salirà il costo per gli interessi e sicuramente ci sarà un impatto sul deficit. Dunque spazi di manovra ridotti per i governi nazionali, coi paesi più forti che saranno inevitabilmente percepiti come meno rischiosi e potranno emettere titoli con tassi di interesse sempre meno cari.

L’effetto è ovvio: si allargherà ancora di più lo spread tra le economie più deboli, come Italia e Spagna, e quelle più solide, come la Germania. Per i mutui l’impatto sui cittadini riguarderà anche e soprattutto mutui e prestiti, essendo i titoli di Stato un parametro di riferimento su cui i prestatori ‘calibrano’ gli interessi. La promessa di Draghi è di mantenere i tassi di interesse prossimi allo zero almeno fino all’estate del 2019. Poi potrebbe esserci “un graduale e peggiorativo cambiamento delle condizioni” per ottenere soldi dalle banche. Chi sottoscriverà nuove linee di credito vedrà i primi segnali della fine del Quantitative easing già nella seconda metà del 2019. Mentre tutti coloro che hanno già ricevuto “un prestito a tasso variabile potrebbe subire l’aumento dei costi solo dal 2020“. È salvo chi in questi anni ha concordato un prestito a tasso fisso.

URGE USCITA DALL’EURO!!! Capisco che, anche chi sostiene l’eventualità di uscire dalla trappola dell’euro fa bene a non manifestarlo per non essere strumentalizzato. Capisco che una volta al Governo dei compromessi col sistema bisogna accettarli per poter prima consolidare bene il proprio potere ed il consenso popolare. Capisco tutto. Ma non capisco come dei membri di un Governo definito del cambiamento (CHE NON OSTEGGIAMO) riescano a pronunciare addirittura la frase “non vogliamo uscire dall’euro”. Io non ci riuscirei neanche sotto tortura. Se serve dirlo per convenienza, basterebbe formularla in maniera diversa: ” faremo di tutto per far si che i partner europei non ci rendano inevitabile l’uscita dalla moneta unica. Vedremo se riusciranno a creare le condizioni favorevoli per farci rimanere”. Sto sentendo, invece, troppo spesso la frase “non vogliamo” con la voce tremante. note di Francesco Amodeo e Roberto Ionta p.s. inoltre non ho visto un adeguamento dei salari alla pari dei adeguamento dei prezzi indicato nella foto … l’inganno è stato anche mascherato con la truffaldina rilevazione dei prezzi da parte dell’istituto di statistica nazionale (sotto la direzione dei governi)

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