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La Germania riporta a casa l’oro per evitare un’altra Lehman Brothers

DI MAURO BOTTARELLI

ilsussidiario.net

La Germania ha già concluso in anticipo il rientro delle sue riserve auree. Per affrontare la grana Deutsche Bank. Ma anche gli scossoni in arrivo sulla tenuta della Ue.

Non so se avete visto il film Margin call, di fatto la storia romanzata della notte che portò al fallimento di Lehman Brothers: se non lo avete fatto, fatelo ora. Perché è tremendamente educativo. E perché al suo interno c’è una scena che racchiude tutto il senso di quanto accadde nel 2008 e di quanto sta accadendo ora: l’inconsapevolezza generale della situazione.

Il protagonista, un giovane analista di belle speranze che dopo una sera di calcoli scopre come l’intero modello di gestione rischio del trading aziendale fosse clamorosamente errato in caso di inversione del mercato, è in taxi con un collega, alla disperata ricerca del suo capo – licenziato poche ore prima -, l’uomo che gli ha passato il file su cui ha lavorato e che ha permesso l’amara scoperta della realtà. Guardando fuori dal finestrino e contemplando la folla per le strade di Manhattan del giovedì sera, intenta a divertirsi, si chiede: “Guarda tutta questa gente, cammina felice e inconsapevole di quanto sta accadendo là fuori”.

Bene, lo stesso sta succedendo oggi. Per le strade di Milano o Roma. Ma anche a Berlino, Madrid, Parigi. O nella Londra della Brexit che, giorno dopo giorno, cambia sempre più idea e chiede un secondo referendum: ecco, forse la capitale britannica è l’unica ad avere un grado di consapevolezza un po’ superiore, ma solo perché fa i conti, già da qualche mese, con la prospettiva di banche d’affari e grandi aziende che preparano l’addio alla City. Focalizzando la priorità sbagliata, percepiscono però l’ansia giusta: siamo di fronte a un nuovo, potenziale evento epocale che nessuno poteva attendersi. Soprattutto dopo il 2008, anno che a detta di tutti ci aveva impartito una lezione indimenticabile. Balle.

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