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Medico oncologo spiega gli effetti dell’alimentazione moderna sulla salute

L’alimentazione ha un ruolo essenziale nella prevenzione e nel cura di tutte le patologie. Oggi è considerato un fatto assodato dalla comunità medica eppure per anni non è stato così, e nei reparti ospedalieri ancora non si fa attenzione al cibo che viene fornito ai malati. Il Prof. Mirco Bindi, medico oncologo che per 35 anni ha lavorato nel reparto di Radioterapia e Oncologia al Policlinico di Siena, rivela nel suo libro la sconcertante verità sull’alimentazione moderna e di come essa abbia avuto un impatto enorme sull’aumento di tutte le malattie degenerative, cancro incluso.

di Mirco Bindi, Medico oncologo autore di “L’alimentazione nella prevenzione del cancro

“Questo testo vuole essere un aiuto per ridurre la confusione che esiste nei rapporti tra cancro e nutrizione e demarcare le differenti opinioni in tema di alimentazione. La conoscenza di teorie che non sono riconosciute dalla comunità scientifica è utile nel momento in cui si vuole decidere il proprio stile di vita. Siamo sicuri che i consigli nutrizionali forniti dal 90% dei giornali, mass media, medici e dall’industria alimentare siano tutti in buona fede?

L’uomo è sempre alla sua ricerca perché dal cibo trae l’energia necessaria per le attività fisiche e mentali (per le attività spirituali ce ne occuperemo a parte). In senso fisiologico, di tutto il cibo che una persona assume, solo la parte digeribile e assimilabile nel sangue rappresenta il vero alimento.

Tutto il resto è considerato lo scarto che si ritrova nelle feci.  Gli alimenti sono divisi in due gruppi principali: uno azotato rappresentato dalle proteine e uno non azotato costituito dai grassi e dagli zuccheri. Le proteine sono le strutture portanti e i costituenti dei tessuti, servono a dare la forma agli organismi viventi. I carboidrati e grassi forniscono invece il calore e l’energia.

Questa suddivisione non è rigida in quanto, a seconda delle condizioni, le proteine possono essere utilizzate a scopo energetico e i grassi e gli zuccheri a scopo strutturale. La prosperità delle società è sempre stata legata all’abbondanza o mancanza di cibo.

La storia del cibo come storia dell’umanità

La storia è piena di esempi su come il cibo sia stato responsabile di crescita di imperi o di rovinose battaglie. I cibi ricchi non sono mai mancati alle corti dei Re o dei Principi. Il popolo, se voleva vivere, si doveva arrangiare con quello che la natura spontaneamente offriva. La carne era prerogativa dei ricchi, mentre per i poveri c’erano le erbe, le radici e la frutta. A Mariantonietta, regina di Francia, fu tagliata la testa perché mentre il popolo moriva di fame, lei si cibava di brioches. Nel secolo successivo cominciò la rivoluzione alimentare che cambiò progressivamente il livello qualitativo dei cibi.

Nel 1900 il rafforzamento della borghesia e la presa di coscienza della classe operaia segnarono un cambiamento culturale. Il cibo diventò il simbolo del benessere. Come un’epidemia, dopo la seconda guerra mondiale, si è diffusa la corsa al cibo sempre più abbondante e lavorato.

Industria chimica, alimentare e farmaceutica hanno trasformato radicalmente il cibo che mangiamo

Alla richiesta crescente è corrisposta la nascita dell’industria alimentare. Intorno al cibo si è trasformata l’agricoltura, si sono sviluppati gli anticrittogamici, i fertilizzanti e gli OGM. Sono stati costruiti allevamenti di bestiame in cui bovini, maiali e polli sono allevati nel minimo spazio esistenziale.

L’industria farmaceutica collabora attivamente fornendo tonnellate di antibiotici e ormoni per ridurre il tempo necessario per l’immissione sul mercato. L’andamento economico di queste industrie orienta le politiche nazionali e internazionali. Seguendo questo filo si potrebbe dire: “È stato creato un mostro”. Forse non è così, ma ci manca poco!  Il progresso industriale ha modificato la vita nel giro di pochi decenni.

Non c’è prodotto che esce confezionato da una fabbrica che non abbia sostanze chimiche artificiali aggiunte o che non abbia subito trattamenti con metodi chimici e fisici estremi. Il tutto per esaltare il gusto e la gran- de distribuzione.  La tecnologia trova ogni giorno innovazioni e il cibo sempre più accattivante e prelibato è alla portata di tutti, adulti e bambini. Addirittura nel grembo della madre le nuove tecnologie alimentari arrivano per una gestazione guidata, sana e felice. Osserviamo per esempio l’altezza degli italiani.

Cambiamenti fisici apportati dalla nuova alimentazione moderna

I soldati nel 1926, a cavallo tra le due guerre mondiali, erano alti 166 cm, mentre gli iscritti alla leva nel 1980 erano 174,5 cm., 8,5 cm in più. I giapponesi, nanerottoli contro gli americani, sono aumentati in altezza mediamente di un palmo (20 cm). I nostri antenati erano nanerottoli: Aristotele, D’Annunzio, Leopardi, Carducci, Garibaldi. Tutti sotto 160 cm. Io e mio padre siamo alti 170 cm, i miei figli mi superano di quasi 10 cm. Questo è progresso, questo è benessere!

L’altra faccia del progresso sono le ricerche di Ganmaa e Sato e di Li e Al del 2005 e 2003 che mettono in rapporto il consumo di latte e il cancro mammario. Vi è stretta correlazione con la quantità assunta e il tempo in cui è iniziato il consumo. I nanerottoli giapponesi sono aumentati di altezza, ma hanno anche il cancro che prima non avevano. La produzione mondiale di latte continua a crescere. Le mucche che dovrebbero produrre il latte solo durante la gravidanza, sono riempite di ormoni per trasformarle in “Mucche da latte” 365 giorni l’anno.

dr mirco bindi
Dr Mirco Bindi, medico oncologo

Siamo sicuri che il benessere, il progresso e l’alimentazione non nascondano una mina vagante che colpisce la salute delle persone nella società attuale? Che cosa pensano i malati che affollano gli ospedali e gli ospizi perchè non sono rientrati tra i beneficiari del progresso? È vero, tutti si deve morire, ma la morte prematura di tanta gente non sarà per caso legata in qualche modo al cibo?

Ci sono malattie che falcidiano le popolazioni nei loro anni migliori. Gli anni del benessere sembrano si esauriscano dopo i 35 e i 45 anni, quando comincia il gioco della fortuna. Vadim Zeland analizzando il continuo rischio di chi vive nella società tecnogena, rassicura sul fatto che tutti possono cogliere la fortuna. È un’opportunità che capita, ma è imprevedibile. Il cancro è diffuso come una epidemia analoga alla peste descritta dal Manzoni nei Promessi sposi. Non si sa chi si salva, ne chi muore.

Il cancro colpisce le popolazioni del benessere e in particolare le persone con lo stile di vita moderno. Più un territorio è ricco e prospero come le metropoli, maggiori sono le malattie. Al contrario regioni povere o agricole, sono esenti da queste malattie. Il contagio è di tipo culturale: la prosperità piace e non può essere rifiutata. Il buon cibo è considerato simbolo di benessere, ma non è vero! Sta emergendo una verità brutta e scomoda: nel cibo moderno industrializzato si nasconde la causa del morbo della morte precoce.”

Estratto dal libro “L’alimentazione nella prevenzione del cancro” di Mirco Bindi. E’ appena uscita la nuova edizione, da cui questi passi sono stati estrapolati, che è stata ampliata rispetto alla precedente,

Fonte Dionidream

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