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GRECIA: ALTRO CHE FESTEGGIAMENTI. I BAIL-OUT VANNO RIPAGATI

Come più volte ho scritto su questa pagina, la situazione socio-economica greca è tutt’altro che rosea; la dicotomia tra la narrazione del salvifico bail-out (il “salvataggio” dall’esterno operato dal fondo salva stati, terminato a giugno di quest’anno) e i risultati delle condizioni poste alla popolazione per ricevere gli aiuti è scoppiata come una bolla di sapone.

Oggi lo conferma Il Fatto Quotidiano: “Gli ultimi 11 miliardi di euro sono costati, tra le altre cose, un inasprimento delle tasse sugli immobili, un’accelerazione delle privatizzazioni energetiche e una nuova riduzione della spesa per pensioni e welfare. Forse non è ancora il momento di festeggiare.” Tutt’altro, anzi.

La Grecia oggi pare pienamente assimilabile ad un paese in dopoguerra, con una sanità al collasso, tasso di povertà al 35%, al terzo esodo per ragioni economiche e con una disoccupazione giovanile che tocca il 43%. Se questi non sono dati da shock post-bellico… “La Grecia è il più grande successo dell’Euro”, la frase pronunciata da Mario Monti è stata ribadita in questi giorni anche da Klaus Regling, direttore del MES. E’ davvero così, effettivamente la Grecia è un’ottima dimostrazione plastica che funge da monito a chi pensa di poter sviluppare l’economia di un paese senza evadere dalla coazione a ripetere propria della struttura legislativo-economica europea. (Caterina Betti)

via Economia Democratica

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