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Donald Trump, la Nato, l’Europa: fine di un’ipocrisia durata fin troppo

Donald Trump non va attaccato. Anzi, probabilmente dobbiamo ringraziarlo. Perché forse serviva lui, con la sua totale incapacità di dimostrare l’arte della diplomazia, a risvegliare tutti gli europei da un torpore durato troppi anni. Un torpore che ha finito per farci accettare il mondo per quello che è, senza interrogarci se fosse destinato a durare ancora per molto.

Trump invece, con la sua irruenza, ma anche come frutto di un percorso strategico e ideologico nato in America da molti anni, ha saputo rompere un tabù. Il nostro Occidente, così come lo conosciamo, non è infinito. E il presidente degli Stati Uniti ha dimostrato che quel sistema da Secondo Dopoguerra è diventato, nel tempo, obsoleto. Un sistema che, con tutti i suoi pregi, ha sempre nascosto un’ipocrisia di fondo: e cioè che non fosse un sistema paritetico, ma verticistico. Con il vertice a Washington e con una serie di alleati di primo e di secondo piano in Europa.

Trump non ha detto nulla di rivoluzionario in questi giorni: semmai ha rotto gli indugi. L’Occidente, imperniato nel concetto di Alleanza atlantica, si è perso in questi decenni in un miraggio, o forse in un sogno. E cioè che gli Stati Uniti e l’Europa fossero necessariamente uniti contro nemici comuni e con interessi comuni. Invece, si è scoperto in questi anni che non è così. I due lati dell’Atlantico non sono necessariamente un blocco.  Anzi, sono molti gli interessi divergenti.

Fino ad oggi, il continente europeo ha vissuto con l’idea che a Washington avesse un alleato eterno. Che tutto sommato gli Stati Uniti fossero sempre legati alle magnifiche sorti del Vecchio Continente. Ma in realtà si è trattato di una convenienza, durata per poco più di mezzo secolo.

Trump ne è la dimostrazione. Nelle sue richieste di aumento della spesa militare, nella sua guerra commerciale, nella sua scelta di rompere con l’Unione europea approvando la Brexite sostenendo movimenti euroscettici, c’è la vera idea dell’Europa secondo gli Stati Uniti. Non più alleata necessaria dell’America,ma un continente su cui l’influenza americana deve essere resettata in base a motivi economici e strategici.

Sia chiaro, questo non è un attacco agli Stati Uniti. Ogni Stato attua la sua politica estera in base ai suoi interessi nazionali. Gli interessi americani prima erano in quel tipo di Europa e nel costruire un certo tipo di rapporti con essa. Adesso che sono cambiati i tempi e i nemici, sono semplicemente cambiati gli alleati e i rapporti di forza. Gli Stati Uniti non hanno più la necessità assoluta di proteggere il nostro continente. Pertanto, la Casa Bianca ha deciso di rompere gli indugi chiedendo direttamente di contribuire di più a chi vuole essere sotto l’ombrello protettivo di Washington.

Il problema non è la scelta imposta e voluta dagli Stati Uniti. Il problema nasce dal fatto che l’Europa sta scoprendo troppo tardi il dato di fatto che è stata l’America a costruire il sistema di alleanze occidentali. E che sono loro a deciderne le sorti, imponendo tetti di spesa, chiedendo maggiori contributi, coinvolgendo l’alleanza nelle proprie operazioni militari di interesse strategico e, in ultima analisi, a scegliere i nemici di tutti.

L’ipocrisia quindi non era quella statunitense, ma quella europea. E adesso, con l’amministrazione di Donald Trump, finalmente tutti gli Stati europei sono stati messi davanti a una scelta. Quella di decidere da che parte stare. E sotto questo profilo, Trump non è un problema, ma una grande opportunità per rimodellare i nostri parametri di riferimento. Niente è eterno, nulla è immutabile. Washington l’ha capito ed è arrivato il momento che lo capiamo anche noi.

Se la Nato non è più necessaria agli Stati Uniti, lo sarà anche per gli altri membri dell’Alleanza? Se i nemici della Nato non sono più i nemici di tutti i Paesi del Patto, ha senso continuare a mantenere in piedi una struttura che non è più sentita come necessaria?

Sono domande di fondamentale importanza cui è necessario dare risposte chiare e nel più breve tempo possibile. Il mondo corre verso nuovi sistemi di alleanze. Sarà il caso di comprendere quale sia quella più utile ai nostri interessi nazionali. L’amministrazione Usa è in cerca di risposte nette. Ma noi, come italiani e come europei, gliele sapremo dare?

L’articolo Donald Trump, la Nato, l’Europa:
fine di un’ipocrisia durata fin troppo
 proviene da Gli occhi della guerra.

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