Privacy Policy

IL VERO SCANDALO F-35: L’ITALIA

di Andrea Cucco

“Un progetto costosissimo. Una macchina inutile. Un aereo con mille problemi.” Gli attacchi al velivolo che costituirà la spina dorsale della nostra Aeronautica Militare (e della nostra aviazione imbarcata…) per i prossimi decenni sono stati numerosi ed oramai l’F-35 è un bersaglio facile. Perché? In quanto “popolare”. Per lustri chiunque volesse denigrare una scelta tecnologica fatta a suo tempo dagli addetti ai lavori (gli utenti finali, le Forze Armate) era libero di farlo, con leggerezza e senza competenza. Il risultato è quello odierno: “F35” è diffusamente sinonimo di “inutile spreco”.

Chi è abituato a commentare o farsi un’idea basandosi su un titolo o mezza foto può smettere di leggere ora, poche righe saranno state già uno sforzo inusuale. Gli altri, come quelli che hanno seguito questa testata quando ha raccontato controcorrente (talvolta solitaria) verità scomode su conflitti, su governanti fino alle più clamorose manipolazioni dell’informazione, proseguano… ci sono aspetti inediti da comprendere.

La nascita dell’F-35

Il programma statunitense Joint Strike Fighter – siamo nei primi anni novanta (25 anni fa!) – era mirato a trovare un velivolo che, con minime differenze di costo, potesse soddisfare le esigenze di aeronautica, marina e marines. Il vincitore della competizione fu il prototipo X-35 (foto seguente) della Lockheed Martin, il velivolo destinato a divenire l’odierno F-35 Lightning II.

Il nostro Paese non ha meramente comprato l’unico velivolo di quinta generazione oggi disponibile: ha partecipato allo sviluppo, con un investimento di 1 miliardo di dollari, ed ottenuto (prima del taglio all’acquisto…) una posizione di assoluto privilegio con la realizzazione a Cameri della FACO, l’unica linea di assemblaggio presente in Europa.

Oggi dopo esserci dati una prima mazzata epocale sui genitali nel 2012 dibattiamo ancora su tagli e presunti “risparmi”?

Le numerose rogne nello sviluppo dell’aereo

Ci sono state e – a differenza dei Paesi del quarto mondo – sono state e sono evidenziate e affrontate dal Pentagono o da agenzie governative statunitensi, non solo dalla stampa.

Ricordiamo inoltre che, mentre stiamo ancora a discutere su un aereo di quinta generazione, gli USA e i loro competitor globali stanno già lavorando sulle prossime due…

L’acquisizione di tecnologie e capacità reali avanti di 20-30 anni non può essere programmata con precisione su un foglio di carta senza mettere in conto inconvenienti, problemi e ritardi. Almeno tra primati con il pollice opponibile… Questo al netto della consapevolezza che Lockheed Martin, il costruttore di riferimento, non è di certo una onlus!

Ognuno è libero di avere una propria opinione sul velivolo, a patto di una completezza delle informazioni a disposizione. Dal momento che, secondo lo scrivente, tale quadro non è mai stato chiaramente fornito ai cittadini del nostro amato Paese, abbiamo intervistato il già capo di stato maggiore dell’Aeronautica, il generale Pasquale Preziosa. Complice un momento di relax in serena compagnia dei nipoti, il generale ha fornito con la già proverbiale schiettezza alcuni dati che ci mancavano…

Generale Preziosa, cosa è avvenuto con il taglio del 2012 alla quota di F-35?

La nostra convenienza sarebbe stata non scendere al di sotto di cento velivoli: avremmo, come è stato, perso una quota del 30% nella produzione di cassoni alari del velivolo.

Quale era il valore di ogni cassone alare e quanti avremmo dovuto produrne?

Il valore era di circa 10 milioni ognuno. Avremmo dovuto produrne oltre1280, se ben ricordo. Ne abbiamo persi 400.

Quindi scendere a quota 90 ci ha fatto perdere…

Parliamo, con le penali, della bellezza di 4-5 miliardi! Questo avviene quando le analisi hanno come obiettivo il Sistema-governo (non il “Sistema-Paese”, nda).

Una riduzione era “politicamente” richiesta, anche se il governo era allora “tecnico”(governo Monti, nda).

Quale sarebbe stata la massima convenienza? Contrarre l’acquisto a 101 F-35, evitando di far perdere all’industria ed in definitiva all’Italia quella montagna di soldi.

Qualcuno sostiene che il programma rappresentasse una fregatura per il nostro Paese…

La realtà è l’opposto: gli americani avevano concesso SOLO all’Italia di produrre i cassoni alari e di assemblare il velivolo al di fuori degli Stati Uniti! Un vantaggio tecnologico evidente a chi entra nella FACO di Cameri.

Se raffrontiamo la somma degli investimenti nel programma (circa un miliardo), il costo dei velivoli ed i 12-13 miliardi del ritorno industriale, al “Sistema Paese Italia” i velivoli erano forniti quasi gratis!

Eravamo il Paese eletto dagli Stati Uniti in Europa per avere il massimo vantaggio. Ognuno di noi può poi fare i propri calcoli per ridurre tale privilegio… In Italia siamo riusciti a compromettere un’opportunità unica: il taglio effettuato non ha comportato un risparmio, costerà miliardi: quelli compromessi con la perdita della produzione.

Possono cambiare le cose?

In Italia chi siede sul “soglio pontificio” ripete sempre le stesse cose, come se esistessero solo Ustica e gli F-35… Non mi aspetto grandi cambiamenti.

A suo tempo non si batté nessuno per evitare il taglio?

Le lettere inviate sconsigliavano tutte la riduzione sotto quota 100… Anche perché stiamo sostituendo DUECENTOQUARANTAvelivoli – tra Tornado (foto) ed AMX – con, ora, 90!

Operativamente non so se la riduzione sarà sostenibile: già il numero originario di 131 F-35 era appena sufficiente. Ma chi viene chiamato ad assolvere incarichi operativi non è mai lo stesso che decide la riduzione.

Se verremo chiamati a sostenere un compito saremo in grado di assolverlo in queste condizioni?

L’Italia è oggi uno dei pochi Paesi a possedere tecnologia di 5a generazione per entrare in un futuro che è stato delineato. E il futuro non lo decidiamo noi, siamo dei “follower”, lo stabiliscono gli Stati Uniti, la Russia, la Cina. Questi protagonisti sono oltre la quarta generazione, qualcuno anche oltre la quinta. L’Italia, con pochi altri Paesi europei era in anticipo su questa scia. Avevo i capelli quando già si parlava di F-35… oggi è una realtà.

Per quanti anni servirà l’F-35?

Stiamo parlando almeno dei prossimi vent’anni. Periodo in cui un’adeguata mitigazione del rischio non potrà essere fornita da velivoli di quarta generazione.

In politica internazionale servono punti fermi: ho preso una decisione e la mantengo. Il rispetto degli impegni rappresenta l’affidabilità di un Paese. Se, ogni volta, un contratto sottoscritto viene messo in discussione la credibilità dei contraenti viene meno.

Se oggi si rinegoziasse in positivo la quota di F-35 per tornare alla quota 101 che non avrebbe pregiudicato la produzione industriale assegnata in origine… ci manderebbero a quel Paese?

Bisognerebbe rinegoziarla… In un mondo che comunque va avanti, l’Italia, vista la sua bassa affidabilità, Paese delle lunghe discussioni, non avrà vita facile. La manutenzione è stata assegnata all’Inghilterra: una nazione paziente che aveva subito lo smacco dell’assegnazione all’Italia della FACO.

In passato, grazie alle commissioni di Camera e Senato, avevamo posto come condizione per l’acquisto degli F-35 l’assegnazione della Final Assembly and Check Out: un paradiso tecnologico per chi ha l’opportunità di visitarlo. Se tali eccellenze non vengono apprezzate, dopo essere state richieste, gli americani se ne fanno una ragione…

Gli Stati Uniti assegnano la FACO all’Italia e noi che facciamo? Discutiamo ancora se prendere l’F-35, se non prenderlo o in che numero?!!!

Ricordiamo che agli americani non importa nulla di poche decine di velivoli. Loro ne acquisteranno a migliaia. Siamo noi ad aver perso un’occasione!

Qualcuno poi parla di “sovranità”… Ma perché l’Eurofighter ci conferisce sovranità? È condivisa in Europa (e l’Inghilterra è oggi fuori…). Molte parti sono realizzate in UK, è stato fatto un “security of supply”? Quando si parla di “sovranità” o ci si assicura di poter ideare e realizzare tutta la tecnologia presente in un campo industriale altrimenti non esiste.

Un esempio?

La tecnologia motoristica. L’Italia fa le cellule dei velivoli ma non progettiamo e realizziamo propulsori.

L’avionica? Siamo per lo più “integratori” di sistemi, non tanto produttori.

Quindi “sovranità” di che cosa…? Se la Rolls Royce non ci fornisce più parti di ricambio per i Viper del 339 (foto), gli aerei restano a terra!

Qualcuno sottolinea la dipendenza dei confronti degli USA con l’F-35…

Siamo nella Nato. Non c’è operazione che si compia senza gli Stati Uniti o il consenso degli altri. Non siamo in grado di condurre operazioni in maniera autonoma, senza un fratello maggiore.

Con i futuri 150.000 uomini… Operativi quanti? La metà? Divisi su tre turni… che cosa possiamo fare senza l’Alleanza? È la Nato a garantire la nostra sicurezza.

L’Aeronautica Militare, con metà dei velivoli in linea oggi, non sarà sovradimensionata come organico?

L’Aeronautica senza mezzi serve a poco. Anche con l’F-35, senza l’AMX, avrà bisogno di una fascia di velivoli per i conflitti a bassa intensità. L’Eurofighter non servirà.

Servirebbe un’analisi ed un piano strategico in relazione allo scenario internazionale. Il politico poi valuterà. Però – ripeto – una volta presa la decisione bisogna mantenere la parola.

Un altro libro bianco?

Pur con una maggioranza di sinistra “importante” e con un consiglio supremo di Difesa che sembrava aver condiviso tutto… è rimasto “bianco”.

Per quattro anni ce l’hanno menata con il libro bianco… (v.articoloSenza riuscire ad approvarlo!

Probabilmente non c’era la convinzione. Era un’espressione di una parte della maggioranza che voleva andare sopra le righe.

Ricordo quando ci fu il dubbio se il presidente del consiglio avesse firmato o meno il testo… Quando uno del PD non controfirma un’iniziativa di un altro del PD che vuol dire? Che non è condiviso! O che si è trattato di una lotta interna tra correnti di partito…

Se si vuole davvero, un libro bianco si scrive in tre mesi e in altri tre si approva…

In realtà servivano – e servono – fondi al bilancio della Difesa. Un libro bianco puoi anche non scriverlo ma attuarlo. Pensiamo alla riduzione effettuata dal ministro Di Paola che porterà gli effettivi delle forze armate a 150.000 da 190.000. Lo ha fatto durante il singolo anno del governo tecnico.

Il libro bianco? Per tre anni una presa in giro.

Dopo un anno passato ad invitare chiunque – bambini compresi – a scrivere come sarebbe dovuta essere la nostra Difesa…

Una presa in giro. Oggi l’urgenza è il bilancio! Abbiamo poche piattaforme in tutte le Forze Armate. Il costo del Personale è incomprimibile nell’immediato, ha bisogno di tempo perché si riduca. Si possono tagliare Investimenti ed Esercizio. Quest’ultimo è quello che oggi soffre maggiormente.

All’estero?

In Germania il capo di stato maggiore ha indicato ai tedeschi che saranno acquisiti gli F-35 come velivoli di quinta generazione per poi passare alla sesta.

Perché non si è passati dall’Eurofighter (foto)attuale – di quarta generazione – ad Eurofighter di quinta generazione? Perché l’Eurofighter è costato UNA TOMBOLA, quasi due volte e mezzo un F-35!!! Dopo quell’esperienza l’Europa si è di fatto fermata alla quarta generazione e non c’era più abbastanza denaro per sviluppare la quinta.

L’Italia, l’Olanda e l’Inghilterra hanno investito nel progetto americano per ottenere l’F-35. La proposta era stata “tecnica” ma a suo tempo fu portata a termine dalla politica… Dopo vent’anni non si può continuare a discutere di tagli.

Oggi l’F-35 è il velivolo necessario ai nuovi scenari. Voglio vedere chi ha il coraggio di dire al primario di un ospedale che tipo di bisturi deve usare per una determinata operazione! Può essere un amministrativo a decidere? Il “tecnico” (l’Aeronautica Militare) si è già espresso fornendo la propria valutazione a parlamento e governo. Le altre “sovrastrutture” politiche hanno creato solo danno.

La prima riduzione da 131 a 90 aerei ha già prodotto 4-5 miliardi di danni! Se certe persone venissero chiamate a rispondere delle perdite al “Sistema Italia”, credo che le decisioni verrebbero prese più saggiamente. L’esigenza operativa del primo taglio agli F-35 non c’era: 130 velivoli erano IL MINIMO indispensabile a sostituirne 240.

(foto: Aeronautica Militare / U.S. Air Force / Difesa / web / Bundeswehr)

Fonte http://www.difesaonline.it/evidenza/interviste/il-vero-scandalo-f-35-litalia

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: