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Israele ha chiesto a France 2 di non trasmettere un reportage su Gaza

La trasmissione dell’emittente francese è comunque andata in onda ieri, ma già l’anteprima, un servizio alle intitolato “Gaza, una gioventù mutilata”, ha suscitato la rabbia dell’ambasciatore israeliano in Francia e CRIF, sostenendo che il reportage “diffonda odio contro Israele”.

“Quale futuro per questi giovani abitanti di Gaza con una gamba amputata dai colpi dei soldati israeliani durante una “marcia per il ritorno”? Questa è la domanda che è stata scelta per l’anteprima della trasmissione andata in onda ieri sera sull’emittente francese, ‘France “‘, all’interno della trasmissione ‘Envoyé Spécial’. L’anteprima del servizo, trasmesso sui social network, ha provocato la reazione a dir poco indignata dell’ambasciatore di Israele in Francia.

Aliza bin Noun, ha chiesto in una lettera, al presidente di ‘France Télévisions’, Delphine Ernotte di la cancellazione definitiva della trasmissione sui giovani palestinesi mutilati a Gaza, a causa delle pallottole dell’esercito israeliano.

Credendo che l’inchiesta presenti un “punto di vista sbilanciato”, Aliza bin Noun è preoccupata che questo contenuto possa “incitare all’odio contro Israele e possa avere un impatto diretto, incluso fisico, sui francesi di confessione ebraica “. L’ambasciatore dello stato ebraico lamenta quindi un “frequente e angosciante amalgama tra ebrei e Israele”.

In una posizione relativamente simile, il presidente del Consiglio di Rappresentanza delle istituzioni ebraiche in Francia (CRIF), Francis Kalifat, ha scritto su Twitter: “Ho avvisato Delphine Ernotte […] Il servizio pubblico non deve partecipare ala diffusione dell’odio contro Israele le cui drammatiche conseguenze sul francese ebreo sono ben note.”

Meyer Habib, deputato UDI dei francesi dall’estero e amico di Benjamin Netanyahu, da parte sua ha reso noto su Facebook che la trasmissione avrebbe “fatto male alla sua Francia”. “Fermare l’odio contro Israele e la propaganda anti-israeliana su France 2! Può uccidere!” riferendosi a quella che il deputato francese considera propaganda.

“Quasi tutti i giovani uccisi o feriti erano attivisti di Hamas, mandati a morte dall’organizzazione jihadista”, dice ancora il deputato franco-israeliano, riguardo a dozzine di palestinesi uccisi e migliaia feriti da proiettili dall’esercito di Tel Aviv negli ultimi mesi.

Ricordando le recenti morti di due israeliani, uccisi da un palestinese nella West Bank occupata, Meyer Habib scrive: “Il governo [francese] non può più tollerare che nel servizio pubblico l’espressione di una tale sottomissione alla cinica strategia di Hamas.”

Il media israeliano in francese I24news infine riferisce che alcune centinaia di persone hanno manifestato la sera del 10 ottobre scorso davanti alla sede di France Télévisions a Parigi per protestare contro la trasmissione del programma.

Vittime palestinesi e portavoce dell’esercito israeliano

Nel trailer del reportage, il team della trasmissione segue Alaa, un giovane palestinese. “Questa è la prima volta che Ala torna in sella alla sua bicicletta. La prima volta da quando un proiettile ha colpito la gamba destra e i suoi sogni di ciclista”. I giornalisti francesi poi seguono i manifestanti palestinesi sul confine israeliano, dando voce a diverse vittime colpite dalle armi dall’esercito israeliano. Un portavoce dell’esercito israeliano fornisce la sua versione dei fatti, assicurando che “le forze armate israeliane mostrano una grande dose di professionalità, sangue freddo e moderazione”.

Al confine tra la Striscia di Gaza e Israele, almeno 198 palestinesi sono stati uccisi e un soldato israeliano sono morti dall’inizio della mobilitazione della Marcia di ritorno partite il 30 marzo scorso contro il blocco israeliano. Migliaia di palestinesi sono stati colpiti e feriti. I manifestanti chiedono anche il diritto dei palestinesi di tornare nella terra da cui sono stati costretti a fuggire quando Israele è stato creato nel 1948.

La trasmissione è andata in onda alla fine. È possibile vederla su questo link

Fonte L’Antidiplomatico

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