Privacy Policy Macron sfida anche Xi Jinping Ecco il piano contro la Cina in Africa

Macron sfida anche Xi Jinping Ecco il piano contro la Cina in Africa

La campagna d’Africa di Emmanuel Macron non si ferma più. Dopo aver confermato l’impegno militare in Sahel, operato per rovesciare la leadership italiana in Libia e consolidato i rapporti con il Nordafrica, il presidente francese ha un nuovo obiettivo: sfidare la Cina per il controllo del continente africano.

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Il ministro degli Esteri Jean Yves Le Drian ha annunciato oggi il nuovo piano di Parigi per l’Africa “Stiamo reinventando la logica della politica francese di cooperazione allo sviluppo, concentrandoci su paesi poveri e fragili. Nel 2019 un budget di un miliardo di euro sarà destinato alle donazioni, contro 300 milioni oggi”.

Numeri importanti: che testimoniano l’assoluta centralità del continente africano per la strategia francese. Non esiste politica estera di Parigi che non abbia l’Africa come primo punto all’ordine del giorno. E in questi anni, l’avanzata cinese e la contemporanea presenza degli Stati Uniti ha messo in serio pericolo l’influenza francese: anche sulle sue ex colonie.

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E questa volontà di leadership sull’Africa l’ha ribadita, in maniera molto chiara, lo stesso Le Drian. “Non è solo una questione di fondi ma di approccio stesso. Si tratta di investimenti solidali piuttosto che di aiuti. Riconosciamo come legittimo il legame tra sforzo di solidarietà internazionale e benefici per la Francia in termini di attrattiva, influenza e sicurezza”. Niente giri di parole insomma: c’è un legame cristallino fra aiuti e interessi. E finalmente, l’ipocrisia del sostengo umanitario è finita.

Ma perché questo annuncio dovrebbe essere considerato una sfida alla Cina? Il motivo è legato al tempismo dell’annuncio. Ieri, il presidente cinese, Xi Jinping, ha fatto una promessa60 miliardi di dollari tra aiuti finanziari e investimenti per i Paesi africani riuniti ieri a Pechino. Ma non solo, il leader cinese ha anche annunciato la cancellazione del debito dei Paesi più poveri con la Cina.

La proposta cinese è globale. Xi non vuole soltanto cooperare ma penetrare in Africa, costruendo solide alleanze politiche e strategiche. I 60 miliardi di dollari serviranno infatti a sostenere otto iniziative che vanno dalla sanità alla sicurezza alle infrastrutture, ma anche allo sviluppo di tecnologie innovative e non inquinanti. Iniziative in cui, naturalmente, il controllo sarà della Cina e delle sue aziende.

Come ha rivelato lo stesso Xi, questi 60 miliardi saranno così suddivisi: 15 in aiuti e prestiti a interessi zero o super agevolati; 20 miliardi per una linea di credito; 10 miliardi per il fondo per lo sviluppo Cina-Africa. Cinque miliardi sono invece il budget destinato a un fondo speciale per le importazioni dall’Africa. Un settore particolarmente importante, visto che il governo cinese ha annunciato la nascita della China-Africa Economic and Trade Expo.

Un annuncio del genere significa che Pechino vuole prendersi l’Africa. E questo, per Parigi, è un problema strategico di assoluta priorità. L’Agenzia francese per lo sviluppo ha ricevuto un ampliamento del budget fino a 14 miliardi per il 2019. Una cifra lontana dai 60 investiti da Pechino. Ma vista la differenza economia e industriale tra i due Paesi, la cifra è considerevole.

Il problema è che adesso Macron si trova a sfidare non un Paese di pari livello, ma un gigante. Un conto è fare la voce grossa con i Paesi africani o provare a scardinare la strategia di potenze regionali come l’Italia. Ben diverso è andare a colpire gli interessi cinesi in Africa, un continente su cui Pechino ha messo gli occhi da tempo. Per la Francia, la sfida è complessa e difficile da vincere. E in Africa, Macron può solo sperare nell’appoggio degli Stati Uniti per cercare di arginare il gigante asiatico. Anche se sembra che Xi si sia mosso in anticipo e con armi decisamente più convincenti: a cominciare dalla cancellazione del debito e dalle prospettive della Nuova Via della Seta. Molti Paesi coinvolti nel progetto cinese sono già da considerare pienamente assorbiti nell’orbita di Pechino.

Fonte Gli Occhi della Guerra

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