Privacy Policy Chat sui rischi del ponte prima del disastro, i telefoni inguaiano i tecnici di Autostrade

Chat sui rischi del ponte prima del disastro, i telefoni inguaiano i tecnici di Autostrade

Nelle settimane precedenti il crollo del ponte Morandi (14 agosto e 43 morti) i tecnici della galassia Autostrade si sono scambiati messaggi inerenti le criticità del viadotto. Lo hanno scoperto la Procura guidata dal capo Francesco Cozzi e i finanzieri del Primo Gruppo, agli ordini del colonnello Ivan Bixio.

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L’accelerazione agli accertamenti, che saranno approfonditi nei prossimi giorni, è arrivata con il primo esame dei contenuti dei telefonini appartenenti a 15 fra top manager, dirigenti e, appunto, tecnici di vario livello della società concessionaria o della sua controllata Spea engineering. Degli apparecchi era stata eseguita quella che si definisce «copia forense»: il contenuto degli smartphone è stato duplicato dagli investigatori con una procedura di garanzia, in modo da lasciare il cellulare nelle mani del proprietario pur acquisendone contestualmente i file.

 Nel frattempo si apprende che anche nel corso del consiglio d’amministrazione di Autostrade in cui si diede via libera allo stanziamento da oltre 20 milioni per la ristrutturazione dei tiranti, il cui cedimento è con ogni probabilità all’origine dello scempio, si affrontò il tema della «sicurezza», come risulta dal verbale in mano alle Fiamme Gialle. E furono gli stessi top manager a definirla come una «priorità», dopo che nell’assemblea si era parlato delle possibili ripercussioni del restyling sulla viabilità.

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