Privacy Policy Fuoco sull'Italia, Mario Draghi: “Le parole del governo italiano hanno fatto danni”

Fuoco sull’Italia, Mario Draghi: “Le parole del governo italiano hanno fatto danni”

«Negli ultimi mesi le parole sono cambiate molte volte e quello che ora aspettiamo sono i fatti, principalmente la legge di bilancio e la successiva discussione parlamentare». A lanciare l’accusa è il presidente della Bce, Mario Draghi, riferendosi all’Italia e alle dichiarazioni che hanno fatto impennare lo spread. «Purtroppo – ha detto – abbiamo visto che le parole hanno fatto alcuni danni, i tassi sono saliti, per le famiglie e le imprese» anche se «tutto ciò non ha contagiato granché altri paesi dell’Eurozona, rimane un episodio principalmente italiano».

Loading...

“Il governo ha promesso il rispetto delle regole”

«La Banca centrale europea si atterrà a ciò che hanno detto il primo ministro italiano, il ministro dell’Economia e il ministro degli Esteri, e cioè che l’Italia rispetterà le regole» ha detto Draghi rispondendo alla domanda se le politiche del governo e il rialzo dello spread possano richiedere misure da parte dell’Eurotower nel 2019 per evitare fenomeni di contagio. «Non abbiamo ancora visto alcun contagio», ha aggiunto Draghi.

Loading...

“Compito della Bce non è garantire governi”

«Il nostro mandato è la stabilità dei prezzi e il quantitative easing è uno degli strumenti con cui lo perseguiamo»rispondendo a una domanda sui timori in Italia che la fine del Qe equivalga a lasciare il paese a se stesso. «Nel merito, il mandato della Bce non è assicurare che i deficit dei governi siano finanziati in qualsiasi condizione».

Area euro cresce ma aumenta incertezza

La Bce conferma «largamente», nelle sue proiezioni di settembre, la crescita in corso dell’area euro ma «allo stesso momento sottolinea che sono aumentate recentemente le incertezze relative al crescente protezionismo, la vulnerabilità dei mercati emergenti e la volatilità dei mercati finanziari».

“Servono ancora stimoli per rialzo inflazione”

Per sostenere l’inflazione sono ancora necessari misure di stimolo per via dei rischi legati al protezionismo e alle turbolenze sui mercati emergenti. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi assicurando comunque di prevedere che il rialzo dell’inflazione verso l’obiettivo vicino al 2% continuerà anche dopo la fine del Qe.

Limate le stime del Pil nell’area euro per il 2018 e 2019 

La Bce ha limato le stime del pil dell’area euro per il 2018 e il 2019, ha spiegato il presidente Mario Draghi nella conferenza sui tassi secondo cui per il 2018 le proiezioni Bce ora stimano una crescita del 2% contro il 2,1% di giugno mentre nel 2019 sarà dell’1,8% contro il precedente 1,9. Per il 2020 resta confermato un aumento dell’1,7%.

Fonte LaStampa

loading...
Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: