Privacy Policy Il consiglio di Tsipras: «Cedete subito, poi è peggio». Il consiglio può così essere ritradotto: siate servi sempre dell’UE, ché non conviene ribellarsi e cercare la libertà.

Il consiglio di Tsipras: «Cedete subito, poi è peggio». Il consiglio può così essere ritradotto: siate servi sempre dell’UE, ché non conviene ribellarsi e cercare la libertà.

Tsipras consiglia il governo italiano sul da farsi con Bruxelles. Poi l’avvertimento su un eventuale piano per uscire dall’euro: “Good luck”

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“È meglio che facciate oggi quel che comunque vi faranno fare domani”. Alexis Tsipras non sembra avere dubbi su quello che l’esecutivo italiano dovrebbe mettere in campo per evitare di finire nella stessa morsa in cui, dopo il 2015, è finita la Grecia. Il premier ellenico ha deciso di dispensare pareri sul dialogo con le istituzioni sovranazionali dell’Ue in funzione della manovra economica, suggerendo soprattutto di evitare strade troppo tortuose: “Se invece avete un’altra idea – ha specificato – be’, allora good luck”. Assecondare Bruxelles sin da subito, insomma, sarebbe più conveniente che dover convenire tra qualche tempo. Ma quale potrebbe essere questa “altra idea” dei nostri governanti?

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Il vertice di Syriza, come riportato su Il Corriere della Sera, potrebbe aver tenuto a mente la possibilità che il Belpaese opti, in fin dei conti, per uscire dall’eurozona. Gli italiani, però, non sembrano neppure intenzionati a prendere in considerazione questa ipotesi. Secondo le rilevazioni più recenti, il 57% dei cittadini voterebbe per rimanere tra le nazioni che utilizzano la moneta unica in caso di consultazione referendaria. Ecco perché Tsipras ha parlato di uno scenario che, almeno per ora, sembra abbastanza escludibile. Le agenzie di rating, nel frattempo, continuano a monitorare lo stato di salute della nostra economia. Goldman Sachs, dal canto suo, avrebbe evidenziato come la crescita del Pil,rispetto alle previsioni per il 2019, possa risultare meno estesa rispetto a quanto sperato da governo e a quanto calcolato dalla Commissione europea. Se queste statistiche dovessero essere confermate, diverrebbe pronosticabile che Moody’s finisca per abbassare ancora di più il rating che ci riguarda. Tsipars, poi, non dovrebbe svolgere alcun un ruolo attivo all’interno delle consultazioni che hanno come oggetto la trattativa sulla nostra finanziaria: “Non posso far nulla – ha detto – perché sarei il primo a destare sospetti”.

Tornado alla Grecia, vale la pena ricordare quanto dichiarato da Daniele Nouy qualche giorno fa. Il responsabile della Bce per la vigilanza sulle banche aveva in qualche modo associato la situazione italiana a quella vissuta dall’economia ellenica: “A titolo personale – aveva evidenziato, tra i vari punti toccati – penso che le banche italiane hanno fatto tanto per ripulire i propri bilanci e potenziare la loro posizione patrimoniale, sarebbe molto triste se finissero per subire le conseguenze del dibattito politico. Anche se queste sono cose che accadono, i problemi per le banche greche sono iniziati proprio da discussioni a livello politico. Incrociamo le dita, posso dire solo questo”. Tsipars, insomma, sembra essersi posizionato sulla stessa lunghezza d’onda.

Fonte ilgiornale.it

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