Privacy Policy Gilet gialli, Le Figaro: ‘Macron ha mani e piedi legati dall’Unione Europea’

Gilet gialli, Le Figaro: ‘Macron ha mani e piedi legati dall’Unione Europea’

“Nessuna delle richieste formulate” dai gilet gialli “è realizzabile nell’attuale Unione europea, con il Mercato unico e l’euro, che sono il confine entro il quale si attuano le politiche nazionali”.

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Lo scrive l Saggista Coralie Delaume in un editoriale per Le Figaro.

“L’Unione europea è qualcosa di più di un’organizzazione internazionale. Non è intergovernativa, ma sovranazionale. I giuristi affermano che la Corte di Giustizia della Comunità ha creato un nuovo ordinamento giuridico e gettato le basi di un proto-federalismo senza che i popoli siano stati consultati sul concepimento di una quasi-Costituzione”, ma “i francesi alla fine l’hanno saputo” ha spiegato.

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“Il referendum del 2005 sul Trattato costituzionale europeo consisteva in definitiva nel chiedere agli elettori di legittimare ex post una situazione che esisteva già da tempo. Il testo è stato ripresentato sotto il nome di ‘Trattato di Lisbona’. Per poter rispettare il verdetto delle urne, si rese necessario ammettere che era stato già deciso un processo di ‘federalizzazione sottobanco’ dell’Europa” ha osservato.

“Se la mutazione in senso costituzionale dei trattati è iniziata molto presto, il processo di svuotamento democratico è continuato in seguito. Per rimediare all’immenso ‘deficit democratico’ della costruzione comunitaria, il trattato di Lisbona ha aumentato i poteri del Parlamento europeo” ha affermato.

Tuttavia “il Parlamento europeo non ha la possibilità di modificare i trattati, anche laddove questi contengono elementi di politica economica”. “I trattati europei sono la ‘costituzione economica’ dell’Europa. La loro posizione predominante spiega perché la politica economica condotta in Francia non è cambiata dalla metà degli anni ’80, benché si siano succeduti alla testa dello Stato uomini di diverse posizioni” ha aggiunto.

“Se, come afferma Jérôme Sainte-Marie, il movimento dei gilet gialli riporta alla ribalta l’esistenza del conflitto di classe, è anche vero che questo non ha mai cessato di esistere. L’Europa dei mercati e delle valute è sempre stata un’Europa classista. Come è già accaduto in passato, questa politica di classe si adatta bene a un ‘regime di occupazione’ che consente alle classi dominanti di disfarsi e/o di affidare a qualcuno più forte di loro l’incombenza di garantire un certo Ordine” ha scritto ancora.

“Uno dei principali slogan sentiti durante le manifestazioni dei gilet gialli o nelle rotonde è ‘Macron dimettiti’. Ma nelle condizioni attuali, le dimissioni di un uomo sarebbero qualcosa di ampiamente insufficiente. Per ridiventare padroni del proprio destino, i francesi devono esigere che le mappe europee siano profondamente rielaborate e che venga ripristinata la sovranità nazionale” ha fatto notare.

“Infine, rassicuriamoci: la fine dell’Unione europea, non significherà la fine dell’Europa, vecchio continente, né dei paesi che la compongono” ha concluso.

Leggi la traduzione dell’articolo pubblicato su Le Figaro di Voci dall’Estero.

via Silenzi e Faslità

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