Privacy Policy Laurea, Ocse: “In Italia non serve per trovare lavoro, in Europa sì”

Laurea, Ocse: “In Italia non serve per trovare lavoro, in Europa sì”

Prendere una laurea serve a trovare lavoro. Quella che sembra un’affermazione indiscutibile, in realtà, è molto meno scontata di quello che sembra. Almeno in Italia.

Loading...

Lo rivela il rapporto intermedio Ocse “Education at a Glance”, presentato a Londra. Nel nostro Paese, infatti, il 16% dei ragazzi che dopo la scuola superiore decidono di frequentare l’università per poi laurearsi restano disoccupati. Un dato allarmante se si pensa che la media europea è del 5,3%. Peggio di noi solamente Grecia (33,1%), Spagna(20,8%) e Portogallo (18,4%).

Il nostro Paese, inoltre, registra altri “record” negativi. L’Italia, infatti, è uno dei cinque Paesi dell’Ocse (insieme a Messico, Portogallo, Spagna e Turchia) con la più alta percentuale di persone con basse qualifiche, sia tra i giovani (dai 25 ai 34 anni), sia tra gli adulti (dai 55 ai 64 anni). Ma non basta: insieme a Grecia, Spagna e Turchia deteniamo il primato dei cosiddetti “Neet”, ovvero i ragazzi tra i 25 anni e i 29 anni che non lavorano e nemmeno studiano.

Loading...

Forti criticità, quelle del sistema università-lavoro in Italia, ammesse anche da Andreas Schleicher, coordinatore per l’Ocse del programma Pisa: “In Italia il legame della scuola con il mondo del lavoro è debole e l’università è distantedall’ambito professionale”.

Fonte Qui 

loading...
Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: