Privacy Policy Approvato il nuovo patto ONU sui rifugiati: l’ONU spadroneggia e l’Italia dice “Sissignore”

Approvato il nuovo patto ONU sui rifugiati: l’ONU spadroneggia e l’Italia dice “Sissignore”

Nonostante l’opposizione degli Stati Uniti e dell’Ungheria, l’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato a grande maggioranza un quadro globale non vincolante che fornisce linea guida ai paesi dove risiedono la maggior parte degli oltre 25 milioni di rifugiati al mondo.

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Il Global Compact on Refugees, da non confondere con quello sui migranti, rafforza la responsabilità condivisa per aiutare coloro che sono costretti a fuggire dal proprio Paese a causa di conflitti o persecuzioni. Il testo è passato con 181 sì, 2 no e 3 astenuti.


Il Patto Globale sui Rifugiati, il cui via libera dall’Assemblea Generale Onu arriva pochi giorni dopo l’adozione a Marrakech del Patto Globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, è stato approvato come parte della risoluzione annuale sull’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. È uno strumento operativo non vincolante che ha lo scopo di rafforzare la cooperazione e fornire un sostegno più solido ai Paesi che ospitano la maggior parte dei profughi.

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Per l’Italia (a quanto pare, senza consultarsi con il governo) ha firmato la rappresentante italiana alle Nazioni Unite, Mariangela Zappia, nominata da Gentiloni proprio verso la fine del suo mandato. La sua nomina suscitò una bufera alla Farnesina e causò le dimissioni di Luca Giansanti, direttore generale per gli Affari politici del ministero degli Esteri.

Migranti, l’ONU spadroneggia e l’Italia dice “Sissignore”

Ve ne siete accorti che ci stanno circondando? Se le cose alle Nazioni unite stanno come abbiamo appreso ieri, c’è qualcosa che non torna in materia di immigrazione. Le carte continuano a darle quelli come Soros. Spadroneggiano.

Dopo il global compact sulle migrazioni – che l’Italia non ha ancora firmato – ieri l’assemblea dell’Onu ha votato un altro documento globale, stavolta sui rifugiati. Che ovviamente è cosa diversa dal primo, ma la filosofia ispiratrice è la stessa. Le nazioni e i loro confini arrivano sempre dopo chi emigra e per qualunque motivo lo faccia.

La sorpresa è che anche il nostro Paese ieri ha votato a favore dell’accordo che prevede garanzie per i rifugiati, che vorremmo invece essere liberi di concedere nella nostra sovranità.

Domanda: il si’ pronunciato dalla signora Maria Angela Zappia, ambasciatrice italiana all’Onu per decreto di Gentiloni, le è stato indicato dal governo in carica? E se sì, da chi? Oppure ha fatto di testa sua?

La questione non è di poco conto, perché vogliamo immaginare che la rappresentante dell’Italia in quel consesso abbia avvisato l’esecutivo di Conte di quel che prevedeva l’ordine del giorno dell’assemblea generale delle Nazioni unite. Se non lo ha fatto è gravissimo. Se lo ha fatto e ha ricevuto una direttiva favorevole senza alcuna discussione pubblica alla luce di quanto accaduto in materia di global compact sulle migrazioni è una pazzia.

Perché tutto si può decidere, ma non di nascosto. Occorre trasparenza, perché altrimenti ci sentiamo tutti presi in giro. E auspichiamo – e certo senza volontà polemica nei confronti del leader della Lega – che sia proprio Salvini a voler andare in fondo a questo comportamento sul documento in materia di rifugiati.

Perché se l’indicazione favorevole – contrastante ad esempio con il voto di americani e ungheresi e l’astensione di altri paesi assieme a quelli che non hanno voluto proprio partecipare alla sfida – è partita da palazzo Chigi o dalla Farnesina, diventa un triste spettacolo su cui va calato il sipario. Perché diventa un affronto a quanto si è fatto finora in tema di politiche migratorie e vanifica anche quel consenso popolare che era stato costruito sul tema.

E starebbe anche a significare che anche la discussione parlamentare più impegnativa, quella più generale sul cosiddetto diritto a migrare, rischia di essere segnata da pasticci a Cinque stelle.

Già, perché oggi e domani si dibattono e si votano a Montecitorio le mozioni sul global compact rinviate addirittura a dopo la firma di Marrakech dello scorso 11 dicembre. Il governo italiano attende in questo caso “istruzioni parlamentari” e ci sono due mozioni in calendario: quella di Fratelli d’Italia, contraria a firmare l’accordo; e quella di sinistra, ovviamente sbracata sul si’. Ne arriverà stamane una di Leu e domani si voteranno tutte e tre.

Domanda: che farà la Lega? Un’altra: che intenzioni hanno i Cinque stelle? E se su un tema importante come questo, Lega e M5s vanno separati, a chi racconteranno di poter rimanere insieme a governare, soprattutto se la posizione del Pd dovesse prevalere grazie ai grillini di Fico?

Tutti sulla riva del fiume a vedere la scena. Chissà se finisce o comincia un incubo per l’Italia.

Francesco Storace

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