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DEDICATO L’ALTARE PER IL TERZO TEMPIO

Di Maurizio Blondet

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A Gerusalemme è  avvenuta una interessante cerimonia : è stato “dedicato” l’altare per il Terzo Tempio, dove si  ripeterà il sacrificio ebraico dell’agnello sgozzato. Ne dà  notizia il  sito “Breaking Israel News – Ultime notizie in prospettiva biblica”, redatto da tale Adam Eliyahu Berkowitz,  un ebreo americano che ha fatto aliah nel ’91, ha combattuto in Tsahal ed è stato ordinato rabbino.

Da quel  che scrive sembra essere un seguace dei Lubavitcher, e riporta informazioni credibili sulle opere dello United Temple Movement, una costellazione  di  organizzazioni che –  ampiamente finanziata  con denaro di protestanti americani  che ritengono di accelerare così il secondo avvento di Cristo – si stanno preparando  per  eseguire il rito interrotto da duemila anni.

Il vasellame rituale d’oro, ricostruito secondo le indicazioni della Torah.
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Ormai sono alle prove generali  del rituale, che è descritto minuziosamente nella Torah. Nella dedicazione di lunedì, kohanim (“sacerdoti”) vestiti di bianco nel costume  prescritto dalla Torah, hanno recitato “la rievocazione  integrale del  Korban Tamidi  (offerta eterna). A  fine settembre scorso, avevano raccolto l’acqua per il Sukkot esibendo il ricco vasellame d’oro (anch’esso minuziosamente descritto nella Bibbia)  costruito appositamente per il tempio futuro, sotto lo sguardo compiaciuto di “Rabbi Hillel Weiss, portavoce del Sanhedrin e organizzatore dell’evento”.   In quell’occasione  un altro rabbi, “ il rabbino Azriel Ariel ha annunciato la nascita della  giovenca  rossa.

Nel libro dei Numeri, capitolo19,  si trova prescritto che una giovenca rossa senza alcun pelo bianco vada allevata e poi bruciata, e con le ceneri sia purificato il popolo d’Israele, “dovendo l’ebreo essere puro per sacrificare le offerte nella festa”.

Le caratteristiche che deve avere la giovenca per essere davvero rossa, sono lungamente discusse nel Talmud. Il Temple United Movement aveva cercato di risolvere  il problema con   la  selezione genetica, con sperimentazioni riservate di cui si sa poco.  In ogni caso, pare averlo risolto. Infatti il rabbino Ariel ha detto: “Questo è l’inizio di un lungo processo che, a Dio piacendo, ci permetterà di purificare tutto Israele, ha detto il rabbino Ariel. “Non siamo noi a forzare la mano di Dio. Stiamo semplicemente eseguendo mitzvoth (i comandamenti ebraici) come ci sono stati dati nella Torah. “Ha spiegato che l’effettiva preparazione delle ceneri sarà tra due anni” (la giovenca sta crescendo), e “fino a quel momento, è considerato un  egla (vitello, sostanzialmente asessuato) dalla legge ebraica. All’età di due anni, diventa classificato  para   (manza  da fecondare) e può essere sacrificata e bruciata, sono le ceneri utilizzate nel rituale di purificazione”. Secondo alcuni, sarà il Messia stesso a compiere questa purificazione con le ceneri della giovenca rossa.

Risolto il problema genetico dei sacerdoti?

A maggio, ci  ha informato Berkovitz,  “sacerdoti discendenti di Aronne”  hanno eseguito l’offerta delle primizie prescritta nel Deuteronomio per il Tempio. Dunque il movimento crede di  aver risolto anche il problema più difficile per  la ripetizione e validità del rito: il sacerdozio ebraico era infatti genetico, lo ereditavano i discendenti carnali di una sola tribù e per  questo si tenevano precise genealogie. E’ il caso di ricordare che i primi cristiani, tutti ebrei, si domandarono con ansia come potesse Gesù essere anche “sacerdote” valido, essendo “della  stirpe di Davide”, ossia del re? Al che Paolo rispose che il sacerdozio cristiano è “secondo l’ordine di Melchisedek”, il misterioso re-sacerdote cui Abramo pagò la decima, quindi superiore al sacerdozio “carnale”  giudaico.  Non a  caso: re “di pace e di giustizia”, Melkisedec è  segno dell’unione principiale del potere temporale con l’autorità spirituale, evocazione di una perfezione metafisica e pre-istorica in cui  i due poteri non erano distinti.

Il punto  che, fino a pochi anni fa, sembrava che vari tentativi  di ritrovare il  DNA di Aronne (anche fra i Samaritani, una piccola comunità che continuano a celebrare sul monte Garizim), senza esito; il 75% degli ebrei d’oggi sono di origine khazara, quindi geneticamente non ebrei; anche ammettendo che abbiano ricercato fra la minoranza  sefardita, come hanno potuto identificare il carattere genetico dell’antico Aronne nel sangue di sefarditi contemporanei?   Le antiche genealogie, se esistono, hanno molti vuoti. Come si può assicurare, non descrivendo la Bibbia il DNA del fratello di Mosè, deceduto dopo il 1400 avanti Cristo, senza  lasciare – a quanto ne sappiamo – suoi campioni di sangue per le future analisi?

Il lettore ha  diritto di pensare che costoro siano dei mattoidi che stanno recitando una messinscena archeologico-messianica creata dalle loro menti esaltate.  Ma non è questo il punto. Il punto è che questo gruppo ebraico  “creda”  di aver selezionato veri kohanim(plurale di Cohen); per essi è punto della massima importanza, sapendo per  primi che  senza questa condizione  (sacerdoti del “seme di Aronne”),  il rito che stanno preparando in tutti i particolari non  è “valido”, quindi inefficace ad ottenere da YHVH quello che vogliono.

Con tremenda serietà questi si preparano al Terzo Tempio realizzazione che ritengono imminente. Rabbi  Yosef Berger, detto “il rabbino della tomba del re Davide sul monte Sion” ha parlato di una  campagna lunga un mese (una raccolta-fondi) per “preparare il Messia nella maniera più pratica” creando una corona che gli sarà presentata come dono al suo arrivo a Gerusalemme.

La corona che sarà data al Messia, re d’Israele prossimo venturo.

Aspettano, il 21 gennaio, l’eclissi lunare  che avverrà sopra Washington e sarà una “luna di sangue”, perché per loro realizza la profezia di Gioele  (3-3-59:  “Prima che giunga il giorno grande e terribile di Hashem, darò dei portenti nel cielo e sulla terra: Sangue e fuoco e colonne di fumo; Il sole si tramuterà nelle tenebre e la luna in sangue. Ma tutti quelli che invocano il nome di Hashem devono scappare; poiché ci sarà un residuo sul monte Sion e su Yerushalayim, come ha promesso Hashem. Chiunque invochi Hashem sarà tra i sopravvissuti. 

“Il rabbino Mattityahu Glazerson , un esperto dei codici della Torah , ha recentemente elaborato un tavolo che mostra che il Messia arriverà quest’anno”, basandosi sull’opinione del rabbino Sa’adiah ben Yosef Gaon, una delle principali autorità rabbiniche del IX secolo: “Se stai calcolando la data per il Messia e la redenzione, conti gli anni secondo la creazione dell’Uomo che era sei giorni dopo la creazione del mondo “.

Ovviamente, essi vedono “segni”  dell’imminenza per esempio nel fatto che Trump abbia dichiarato di voler riconoscere Gerusalemme capitale ebraica.  “Rabbi Berger ritiene che l’elezione del presidente Trump abbia già iniziato questo processo. Il rabbino ha osservato che il nome di Donald Trump in ebraico (דונלד טראמפ) in gematria (la numerologia basata su lettere ebraiche) equivale a 424 – che è lo stesso valore numerico della frase ” Moshiach (Messia) dalla Casa di David” (משיח בן דוד) “.

Di Netanyahu, si dice che il rabbino  Menachem Mendel Schneerson   (il fondatore della setta Lubavitcher, che il politico incontrò a  New York nel 1984, quando era ambasciatore israeliano all’ONU)  avrebbe predetto:

“Spero che sarà in grado di consegnare le sue chiavi a Moshiach (il Messia), e avremo la completa e vera Redenzione “. Numerosi rabbini vedono quindi in “Bibi”  il Mosiach ben Yosef (Messia figlio di Giuseppe), misteriosa figura,   per  il Talmud,  di precursore del Messia vero, figlio  di David: “”E ‘molto chiaro che il primo ministro Benjamin Netanyahu  sta adempiendo il suo destino come Moshiach ben Yosef , vale a dire la reincarnazione di Jonathan” (il figlio del re biblico Saul), ha detto Rabbi Sudri. “Il nome ‘Netanyahu’ (נתניהו) è composto dalle stesse lettere del nome” Jonathan (יהונתן) “.  Nel 2017, una donna haredi avrebbe visto in sogno il rabbino Dov Kook, cabalista e discendente del primo rabbino capo d’Israele Avraham Kook, che le avrebbe detto: “Quando il governo di Netanyahu cade, è tempo di prepararsi per il Moshiach”.  Ai primi dell’aprile scorso, quando due F-15 israeliani hanno sparato volate di missili su Damasco, “il rabbino  Yekutiel Fish ,  ha dichiarato: “Geremia ha predetto un incendio nelle fortezze di Damasco che presagirà il Messia”, Darò fuoco al muro di Damasco e consumerò le fortezze di Ben-Adad. Geremia 48:27  –  Secondo Rabbi Fish, Assad   [meglio: la sua caduta]  ha una parte  fondamentale nell’arrivo  in Moshiach Ben David (Messia, figlio di David) la seconda metà del processo messianico che includerà il ritorno della dinastia davidica e la costruzione del terzo tempio”.

Questo  è il clima psichico, o la bolla messianica, il senso di imminenza,  in cui vive la  componente “religiosa” dell’ebraismo. Quando lunedì 10 dicembre è avvenuta la dedicazione dell’altare del Tempio, Berkowitz   ha informato che l’altare appena consacrato è “fatto di cemento cellulare e costruito su un telaio metallico appositamente progettato per essere caricato su un camion con pianale. Sebbene non sia l’ideale, è interamente kosher per l’uso nel servizio del Tempio. Anche i recipienti  rituali  sono stati preparati per essere pronti all’istante in caso di necessità per avviare il servizio del Tempio. La menorah  è costruita in legno. Sebbene non sia l’ideale, è kosher per l’uso nel Tempio e può essere trasportato da una sola persona.”

Chiaramente, il tutto è trasportabile per essere trasportato nel solo luogo al mondo dove il rito ebraico sarebbe “valido ed efficace”, la Roccia di Abramo. Il”monte” in sul quale, secondo la tradizione,  Abramo fu sul punto di sacrificare il figlio unigenito Isacco, su ordine di YHVH. Questa Roccia è nel centro di Gerusalemme. Più precisamente, protetta ed onorata da quella che impropriamente chiamiamo la Moschea d’Oro;  che non è affatto una moschea  – i musulmani infatti lo dicono Il Nobile Santuario –  bensì un reliquiario (martyrion), costruito con venerazione da maestranze bizantine  su mandato di  un imperatore omayade ben conscio del valore sacro del luogo, non meno dei cristiani.

L’interno del Nobile Santuario, con la Roccia. Solo lì il rito ebraico sarebbe valido.

Adesso gli ebrei, che vogliono quel luogo da 2 mila anni,  sono sul punto di impadronirsene. Nulla più si oppone:  con le opere “di lione e di golpe” (astuzia e violenza), hanno  reso i musulmani, protettori  per secoli del Luogo Santo,  nemici guerreggianti gli uni contro gli altri, sciiti contro sunniti, e il wahab saudita di fatto complice di Sion.

Hanno in loro potere la sola superpotenza rimasta, tanto più oggi che contano sul genero di Trump, Jared Kushner, ebreo della setta Habad Lubavitcher, messianica e millenarista. Dunque possono impadronirsi della Roccia e hanno già pronti persino i vasi sacri per compiere il rito.

Lo scopo del rito, secondo loro,  è “obbligare” YHVH a tener fede al Patto, ossia esaudire la promessa di dare al popolo ebraico il dominio sul mondo, il Regno di Israele. Sono cose serissime, attenzione: quando Gesù chiama il pescatore Simone “la Roccia“, ossia Pietro, è a quello che l’epiteto “Roccia” allude: finché dura la successione apostolica, esiste un Pietro, è possibile consacrare validamente l’Eucarestia, che è la Presenza Reale del Figlio.

Ciò che vogliono ottenere gli ebrei, è la presenza reale del Padre. Quando succederà, riusciranno ad  attuare un  rito “valido” e  nello stesso tempo sacrilego – per le tre religioni, perché per noi l’Agnello è già  stato sacrificato:  per i musulmani protettori della Roccia sulla quale mai hanno sgozzato un capro  (essi lo  conservano legittimamente, in quanto “figli di Abramo” e della schiava Agar – vedi  nota),  e infine per la stessa teologia ebraica, che vieta di “forzare” la mano a Dio.

Insomma sarebbe un atto di stregoneria metafisica – che non potrà non suscitare potenze preternaturali del tipo più feroce. Quando vedrete la Moschea d’oro distrutta, o occupata da ebrei, sappiate che si è entrati propriamente nella fase apocalittica finale, nel senso più concreto anticristica.  Secondo i “loro”  calcoli, può accadere fra il 2019 e il 2021.

Fonte Maurizio Blondet

NOTA: 

Il  figlio della schiava, il primogenito, è Ismaele, capostipite degli arabi. Genesi, 21

“..Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole».

Di fatto i palestinesi hanno più diritto al nome di “seme d’Abramo” dei khazari, “seme”  turco-mongolo convertitosi nel secolo ottavo.

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