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Bush pianificò il “cambio di regime” iracheno, prima di diventare presidente

15 settembre 2002: un piano segreto per il dominio globale degli Stati Uniti rivela che il presidente Bush e il suo gabinetto stavano pianificando un attacco premeditato all’Iraq per assicurare il “cambio di regime” ancor prima che prendesse il potere nel gennaio 2001.

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Il progetto, scoperto dal Sunday Herald, per la creazione di una “Pax Americana” globale è stato redatto per Dick Cheney (che diventerà vicepresidente), Donald Rumsfeld (che diventerà segretario alla difesa), Paul Wolfowitz (che diventerà vice di Rumsfeld), George W Bush per i giovani fratello Jeb e Lewis Libby (che diventerà capo dello staff di Cheney).Il documento, intitolato “Ricostruire le difese dell’America : strategie, forze e risorse per un nuovo secolo”, è stato scritto nel settembre 2000 dal  ‘think tank’ neoconservatore per il New American Century (PNAC).

Il piano mostra che il gabinetto di Bush intendeva assumere il controllo militare della regione del Golfo indipendentemente dal fatto che Saddam Hussein fosse al potere.

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Dice: “Gli Stati Uniti hanno cercato per decenni di svolgere un ruolo più permanente nella sicurezza regionale del Golfo. Mentre il conflitto irrisolto con l’Iraq fornisce la giustificazione immediata, la necessità di una sostanziale presenza di forze americane nel Golfo trascende la questione del regime di Saddam Hussein “.

Nel piano si individua la Corea del Nord, la Libia, la Siria e l’Iran come regimi pericolosi e si afferma che la loro esistenza giustifica la creazione di un “sistema mondiale di comando e controllo”.

Credo che a tutti, il contenuto del PNAC riporti alla mente l’intervista fatta al Generale Wesly Clark nel 2007 , nel corso della trasmissione televisiva ‘Democracy Now’ (il gen Clark è stato comandante supremo della Nato dal 1997 al 2001, nonché a capo dell’Us European Command, cioè di tutte le attività militari americane in Europa, Africa e Medio Oriente):

Trascrizione dell’intervista:

“Circa dieci giornidopo l’11 Settembre mi sono recato al Pentagono e ho visto il segretario alla Difesa, Rumsfeld, e il vicesegretario Wolfowitz. Sono sceso a salutare alcune persone dello Stato maggiore che lavoravano per me e uno dei miei generali mi chiamò dicendomi: «Venga, le devo parlare un minuto». E io: ma lei avrà da fare. Lui disse: «No, no. Abbiamo preso una decisione: attaccheremo l’Iraq». Io gli chiesi: ma perché? E lui: «Non lo so. Penso che non sappiamo cos’altro fare». Domandai: hanno trovato informazioni che collegano Saddam Hussein con Al-Qaeda? «No, non c’è niente di nuovo», disse, «hanno soltanto deciso di fare la guerra all’Iraq: penso che la ragione è che non si sa cosa fare riguardo al terrorismo, però abbiamo un buon esercito e possiamo rovesciare qualsiasi governo».

Sono tornato a trovarlo alcune settimane più tardi e all’epoca stavano bombardando l’Afganistan. Gli chiesi: bombarderanno sempre l’Iraq? Lui mi rispose: «Molto peggio». Prese un foglio di carta e disse: «Ho appena ricevuto questo dall’alto», cioè a dire dall’ufficio del segretario alla Difesa. «Questo è un memo che descrive in che modo prenderemo 7 paesi in 5 anni, cominciando dall’Iraq, poi la Siria, il Libano, la Libia, la Somalia, il Sudan e per finire l’Iran». Gli chiesi: è riservato? Rispose: «Sì, signore». (APR news)

via Vietato Parlare

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