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George Pell, cardinale pedofilo. Difesa choc: “Fu una semplice penetrazione”

Dettagli choc sono emersi nell’udienza che ha condotto in carcere Pell, per bocca del suo stesso avvocato. Il principe del Foro australiano Robert Richter ha affermato che uno dei reati “non era più di un semplice episodio di penetrazione (vanilla sex, l’espressione usata, ndr) in cui il bambino non partecipava attivamente”. L’avvocato ha fatto questa affermazione-boomerang allo scopo di chiedere una condanna meno grave sostenendo che il cardinale non doveva rispondere di “circostanze aggravanti” ed era stato probabilmente “preso da un impulso irresistibile”, secondo quanto ha scritto The Guardian. Richter ha ulteriormente minimizzato – suggerendo ancora che un assalto era solo “fugace” e sostenendo che le vittime avrebbero mostrato segni a casa se fossero stati “veramente angosciati” – il Chief Justice Peter Ridd ha ribattuto definendo “insensibile, sfacciato e offensivo” e “scioccante” il comportamento di Pell.

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Complessivamente il Vaticano ha reagito lentamente alla notizia della condanna dell’ormai ex per cinque capi di imputazione, nel cosiddetto “Cathedral Trial”, pur avendo avuto quasi tre mesi di tempo prima che la notizia diventasse pubblica.

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