Privacy Policy Maximulta da 67 milioni a 8 società del Nord che per anni si sono spartite 197 milioni di appalti per i servizi antincendi boschivi

Maximulta da 67 milioni a 8 società del Nord che per anni si sono spartite 197 milioni di appalti per i servizi antincendi boschivi

di Andrea Sparaciari

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Dal 2005 si sono spartiti una torta da 197 milioni di euro,accordandosi per vincere gran parte delle 43 gare bandite da regioni e provincie, eliminare anche il più piccolo barlume di concorrenza ed estromettere ogni possibile avversario. Sono le otto società – Airgreen; Babcock Mission Critical Services Italia; Elifriulia; Eliossola; Elitellina; Heliwest; Star Work Sky; Air Corporate – che per un quindicennio si sono divise il ricco mercato dei servizi antincendio boschivi (cosiddetti AIB).

A sancirlo, l’Autorità garante per la concorrenza, che le ha appenacondannate a una multa monstre – oltre 67 milioni di euro complessivi – per intese anticoncorrenziali. Secondo l’Agcm, non solo le società si accordavano per non farsi concorrenza, ma si presentavano alle gare sempre unite in Ati(Associazione temporanea di imprese), riuscendo a vincere gli affidamenti con «ribassi sovente prossimi allo zero o comunque di entità ridottissima».

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Considerando le 43 procedurecensite tra il 2005 e il 2017, ben 24 sono state aggiudicate con un ribasso inferiore all’1% e altre 7 con un ribasso inferiore al 5%. Considerando poi le sole gare aggiudicate delle 8 società condannate (37, cioè l’86%), ben 22 sono state aggiudicate con un ribasso inferiore all’1% e altre 5 gare con un ribasso sotto il 5% (il 73%).

In 32 delle 43 gare prese in esame, poi, le società non hanno esercitato alcuna concorrenza l’una nei confronti delle altre, anche grazie alla partecipazione in ATI. Gli affidamenti infine hanno visto la partecipazione di un unico concorrente nella maggioranza di casi (65% rispetto al totale gare censite e 68% considerando solo le gare aggiudicate alle parti). Insomma, una vera catastrofe, che Business Insider Italia aveva denunciato due anni fa, in tempi non sospetti.

Per capire il funzionamento di questa apoteosi della concertazione, secondo quanto ricostruito dall’Agcm, si deve partire dall’aprile del 2005, quando la regione Calabria indice il suo maxi bando per l’antincendio: alla garapartecipano in sette riunite in Ati – Elieuro, Airgreen, Eliossola, Heliwest, Air Service Center, Elimediterranea, e Icarus -, che offre un ribasso simbolico dello 0,0115%. La Regione annulla la gara e decide di procedere all’affidamento del servizio con trattativa privata, invitando 14 imprese a presentare offerta. Masolo l’Ati recapita la busta, di nuovo con un ribasso estremamente ridotto, pari allo 0,000071%. A seguito della richiesta della stazione appaltante di migliorare l’offerta presentata, l’Ati ha ritenuto di applicare un ribasso del 2,2%, vincendo la gara. Un affidamento ridicolo non solo per l’entità dei ribassi, ma anche per il fatto che il bando richiedeva solo tre elicotteri per tre mesi di servizio. Però a vincerlo erano state in sette, tanto che le società furono costrette a organizzare una turnazione ai fini della “ripartizione” del servizio tra i membri. Tuttavia, per quanto abbiano fatto i salti mortali, Heliwest non è riuscita ad avere «alcun ruolo operativo», tuttavia i soldi (pubblici) se li prende ugualmente.

La spiegazione di questo gioco perverso sta in una mail scoperta dal Garante, inviata il 7 dicembre 2005 dai vertici della società Icarus (oggi scomparsa, ma allora assai attiva) ai “concorrenti” Heliwest, Elifriulia, Eliossola, Airgreen, Star Work, Elieuro, Elimediterranea e Air Service Center, avente ad oggetto una “proposta di collaborazione”. Nella missiva si ricorda come in una recente gara in Piemonte del 2004 – dove non c’era stata concertazione, ma era stata vera competizione – «la mancanza di colloqui, ha fatto sì che qualche azienda, al fine di aggiudicarsi l’appalto, è stata costretta a fare un grosso regalo all’amministrazione, applicando un notevole ribasso, al solo vantaggio delle Regioni» (cioè dei soldi pubblici). Il mittente avanza quindi la proposta di creare «una nuova società» che dovrà «monitorare la pubblicazione di tutti gli appalti […] e gestirne l’esecuzione». Non solo, dovrà provvedere anche alla loro «distribuzione», nonché fissare «un prezzo giornaliero e uno orario, che saranno fissi per tutti gli appalti».Una proposta che piace, tanto che da lì a poco nasce la AEI, l’Associazione Elicotteristica Italiana, che raccoglie le società del cartello e che anch’essa finirà sanzionata dall’Antitrust.

Costruito l’accordo, battezzata l’associazione, la strada è spianata e infatti:

  • 2005, 2008, 2012 e 2015 gare AIB Lazio: nel 2005 vince la ATI formata da Heliwest, Icarus, Eliossola, Elieuro, Air Service Center e Gold Aviation, aggiudicandosi l’appalto con un ribasso dello 0,56%. «Le successive procedure di gara AIB Lazio 2008, 2012 e 2015 hanno visto l’assenza di concorrenza tra le Parti del procedimento (che hanno partecipato in ATI alle gare), la presentazione di un’unica offerta in sede di gara e l’aggiudicazione del servizio con ribassi prossimi allo zero o comunque contenuti», nota l’Agcm;
  • 2006, gara AIB Lombardia: vincono tre delle società destinatarie della famosa mail riunite in Ati, grazie a un ribasso irrisorio dello 0,0018%;
  • 2007 gara AIB Veneto: anche questa ha visto l’assenza di concorrenza tra le Parti del procedimento – che hanno partecipato con un’ATI formata da Airgreen, Elifriulia, Elieuro e Air Service Center – e si sono aggiudicate il servizio grazie a un ribasso dell’8,4%. Alla successiva procedura del AIB Veneto 2012 ha partecipato solo l’ATI Elifriulia Air Service Center, aggiudicandosi il servizio con un ribasso dello 0,01%;
  • 2007, 2012 e 2016 gare AIB Campania: vince l’ATI formata da Heliwest, Elifriulia, Eliossola e Icarus (unica partecipante), a fronte della presentazione di unribasso dello 0,85%. «Le dinamiche del 2007 sono poi sostanzialmente replicate anche nella successive gare AIB Campania 2012 e 2016, alla quali le Parti del procedimento hanno partecipato in ATI, come unico offerente, aggiudicandosi la procedura con ribassi ampiamente inferiori all’1%», annota il Garante.

E così via, per 37 gare accertateL’ultimo affidamento pilotato, secondo l’Antitrust, è stato quello della regione Sardegna del 2018, quando cioè il procedimento era già aperto e le società sapevano di essere sotto indagine. Ma evidentemente non se ne curavano.

Tuttavia il meccanismo fin qui descritto, già buono in sé, raggiunge la perfezione con un’altra intuizione dei partecipanti al cartello: una delle funzioni dell’AEI era infatti quella di compilare un listino annuale con i prezzi di ogni ora di volo da inviare alle istituzioni. E proprio quel prezziario veniva preso da Regioni e provincie come parametro per determinare le basi d’asta delle gare. Naturalmente i prezzi riportati erano «sovrastimatirispetto ai prezzi di mercato effettivi». Quindi, non solo le società non si facevano concorrenza abbassando i prezzi, ma anche le basi d’asta erano più alte del normale. La prova arriva quando Anac, investigando su due affidamenti aggiuntivi aggiudicati in emergenza nel Lazio nel 2017 e 2018 chiede a società esterne al cartello i costi per un elicottero AIB standard. La media che ne ricava è di 1.572 euro/ora, mentre le gare tarate sul prezziario di AEI (e vinte dalle otto società) prevedevano una remunerazione media di 2.600 euro/ora. 

La multa più pesante comminata dall’Antitrust è andata alla Babcock Mission Critical Services Italia, che dovrà sborsare 50.612.057 di euro.Non una società qualsiasi, ma quella che a febbraio 2018 si era vista arrestare due manager apicali dal super procuratore antimafia Nicola Gratteri con l’accusa di concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Per la procura di Catanzaro, infatti, Babcock e i dirigenti pubblici stavano pilotando il capitolato di gara per l’elisoccorso regionale, un affare da 100 milioni, con i dirigenti della società che letteralmente dettavano il testo della gara ai medici. Per gli inquirenti, Babcock voleva un bando «cucito addosso» che rendesse la sua vittoria sicura. E per avere tale sicurezza, i manager avevano fornito ai camici bianchi il testo del bando appena promulgato dalla Regione Abruzzo. Non solo, Babcock è anche la multinazionale che a inizio 2018 ha vinto l’appalto da 360 milioni per il “Servizio di gestione operativa e logistica della flotta Canadair CL-415 del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile”. Anche quella una gara alla quale la società ha partecipato senza avversari né concorrenti.

Fonte Business Insider

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