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Allarme Coldiretti: “Senza i migranti stagionali (da sfruttare) i raccolti sono a rischio”

Appello dell’associazione degli agricoltori al Governo affinché sia approvato con urgenza il decreto-flussi. La Cia: “Bisogna evitare di tornare al lavoro nero”

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BARBARA MORRA

«C’è il rischio di non avere manodopera per la campagna agraria di quest’anno. Serve con urgenza l’approvazione del decreto flussi che regola l’arrivo dei lavoratori dall’estero»: lanciano l’appello le organizzazioni agricole della Granda. Gli immigrati che arrivano per l’impiego stagionale rappresentano un quarto della forza lavoro secondo Coldiretti, e, senza di loro, il settore va in crisi. L’anno scorso furono 1100 gli extracomunitari, un numero considerato «insufficiente a coprire tutte le richieste».

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«Anche nella nostra provincia – commenta il delegato confederale di Coldiretti Cuneo, Roberto Moncalvo – sono essenziali in molti comparti agricoli, dalla viticoltura nell’Albese, alla frutticoltura nel Saluzzese e nel Fossanese, fino all’orticoltura nel Braidese». «Al ritardo nella pubblicazione del decreto, che sollecitiamo con urgenza – aggiunge -, si sommano ulteriori adempimenti burocratici che rallentano l’arrivo dei lavoratori». Una giungla di autorizzazioni: dal nullaosta dello sportello unico per l’immigrazione, al parere della questura e dell’ispettorato del lavoro, oltre al rilascio del visto d’ingresso dell’ambasciata.

RITARDO SUL «CLIC DAY»

Il ritardo è oggettivo, visto che lo scorso anno il cosiddetto «clic day», con le domande via Internet, fu il 31 gennaio, senza contare che dalla presentazione della domanda trascorrono settimane prima che i lavoratori possano essere operativi. E quest’anno il clima mite dell’inverno sta facendo maturare prima frutta e verdura.

«Il lavoro stagionale degli extracomunitari nelle nostre campagne ha un duplice valore – osserva Tino Arosio, direttore di Coldiretti Cuneo -: l’agroalimentare cuneese senza quei lavoratori sarebbe più povero; l’opportunità di lavoro che il nostro sistema agricolo offre a quei ragazzi è motivo di speranza. Siamo consapevoli che si debbano migliorare la sistemazione abitativa dei lavoratori stagionali. Da parte nostra porteremo avanti l’esperienza dei campi accoglienza, mentre le nostre imprese incrementano il numero di abitazioni a disposizione dei braccianti.Su questo versante vanno incrementate le risorse regionali di sostegno».

Claudio Conterno, presidente di Cia Cuneo: «Questo percorso di regolarizzazione è sempre più difficile, ma è essenziale. Occorre che si prenda una decisione con urgenza perché se non ci saranno le regolarizzazioni in tempi utili il rischio è che le imprese si aggiustino in altro modo come avveniva anni fa. Nessuno vuole tornare al lavoro nero in questo settore».

Fonte LaStampa

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