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I comuni italiani che vendono case a 1 euro: ecco come e dove acquistarne una

di Giuditta Mosca di BusinessInsider

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L’idea di fondo, che si è propagata in Italia di comune in comune, è quella di contribuire al ripopolamento di piccoli centriurbani e di ravvivare le economie locali. Una soluzione semplice con ricadute persino inimmaginabili.

Dove si possono comprare le case a un euro

Le località in Italia sono una quindicina (qui l’elenco completo) e vanno dal Piemonte fino alla Sicilia. Si tratta per lo più di piccolissimi centri urbani che contano poche centinaia di abitanti e che, nel corso degli ultimi decenni, hanno subito un progressivo spopolamento.

Quali sono gli effetti desiderati

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I progetti di vendita di case a 1 euronon riguardano solo la ripopolazione dei centri o la loro (spesso) fragile economia. Sono anche ganci che trainano la riqualificazione di intere aree, alcune delle quali anche a rischio di crollo, che ridanno colore ai paesi e che offrono agli opportuni assessorati un’occasione per ridisegnare i requisiti di edificabilità in armonia con la paesaggistica e l’ambiente circostante, imponendo ad esempio uno spettro di colori per verniciare le pareti esterne degli edifici, materiali per gli infissi, le porte, balconi e terrazzi.

Come acquistare una casa

I meccanismi attuati variano, a partire dal concetto medesimo di “case a un euro”. Ci sono comuni che vendono realmente le case a un euro e altri che partono da una base d’asta di 1 euro. Vengono imposti dei requisiti di diverso tipo. Chi acquista una di queste case deve impegnarsi a riattarle e i lavori devono essere assegnati a maestranze del luogo, dando così una spinta alle rispettive economie. A ogni parametro imposto dalle autorità comunali corrisponde un punteggio e gli immobili vengono assegnati ai richiedenti che ottengono il più alto.

Funziona?

Tra i comuni siciliani che hanno lanciato il progetto case a 1 euro c’è Mussomeli, centro di 12mila abitanti circa in provincia di Caltanissetta. Dopo un primo tentativo di farlo partire nel 2015, le autorità locali sono riuscite a vararlo definitivamente nel 2017, come ci è stato confermato dall’assessore ai Lavori Pubblici, Toti Nigrelli:

«le richieste sono almeno 60mila, migliaia di persone sono arrivate qui a Mussomeli, dando una spinta importante al turismo. Persone che sono rimaste sul nostro territorio per diversi giorni. Abbiamo venduto più di 100 immobili con atto notarile, abbiamo creato una vera e propria struttura per gestire questo fenomeno e abbiamo fatto una convenzione con un’agenzia immobiliare che accompagna gli utenti in visita alla nostra città».

La domanda è soprattutto estera2 soli immobili sono stati comprati da italiani. L’unico prerequisito imposto dalle autorità è l’obbligo di terminare i lavori di riattamento entro 3 anni, periodo peraltro definito da apposite leggi. “Le case disponibili sono ancora 500”, conclude Nigrelli.

Luigi Cuccureddu, assessore all’Urbanistica del comune di Nulvi(Sassari) è stato promotore dell’iniziativa in Sardegna:

«abbiamo iniziato 3 anni fa, ispirandoci ai comuni siciliani che già avevano avviato progetti di case a 1 euro. Nulvi ha 2.800 abitanti circa e una comunità che si è sviluppata a ciambella, ovvero attorno al centro storico che, con il tempo, è rimasto in uno stato di incuria».

Il comune, nel tentativo di riqualificare il centro storico, ha iniziato un lavoro di ricerca per contattare i proprietari degli immobili in decadimento. In alcuni casi si è trattato di eredi che neppure sapevano di possedere una casa nel paese che ha dato i natali ai loro avi o che, pure sapendo di possederne una, non hanno mai palesato l’intenzione di riattarle. Cedere questi stabili è quindi diventato conveniente, per non doversi assumere costi e non sopportare esborsi erariali.

«Una volta appurata la disponibilità alla cessione – continua Cuccureddu – l’immobile viene messo in una sorta di vetrina a cui si dà visibilità sul sito istituzionale di Nulvi e il comune rimane un ente terzo tra i proprietari e i potenziali acquirenti».

Nulvi è però una mosca bianca perché, come ha sottolineato Cuccureddu:

«il mercato immobiliare è al minimo storico, nonostante il nostro centro sia a 10 minuti dal mare e a 10 minuti da Sassari. C’è chi vuole fare di queste case un B&B o un piccolo albergo».

Le richieste sono state circa 1.500,provenienti da ogni parte del mondo e, fino a oggi, sono stati ceduti 3 immobili, il passaggio di proprietà del quarto verrà definito il 7 giugno 2019. Si tratta di edifici che variano dai 60 metri quadri ai 200 metri quadri.

Ci spostiamo a Cantiano (Pesaro e Urbino), centro di 2.200 abitanticirca in cui si vendono case a un euro sfruttando la formula dell’asta. Il mercato immobiliare però non è sofferente come quello di Nulvi e i proprietari degli edifici vogliono monetizzare il più possibile. «

Cantiano è un paese vivibilissimo – a parlare è il consigliere comunale Filippo Gentilotti – anche se c’è carenza di lavoro».

Un appartamento di 80 metri quadri può essere valutato fino a 120mila euro, considerata anche la posizione privilegiata di Cantiano, adiacente a Gubbio e a 40 minuti di macchina da Perugia.

Le graduatorie per ottenere una casa sono suddivise in base a due criteri, uno di tipo tecnico che prevede l’impiego di aziende locali per la ristrutturazione e uno di tipo amministrativo che favorisce chi intende acquisire l’immobile come prima casa. L’intento è quello di incamerare maggiori introiti fiscali. A Cantiano questo progetto è iniziato lo scorso novembre e, come ha confermato Gentilotti

«sono arrivate 150 richieste da ogni parte del mondo e, mediante censimento, abbiamo individuato 10 immobili».

Gli effetti sinergici inattesi

Torniamo a Nulvi. Il piccolo centro ha partecipato a un bando regionale e, facendo leva anche sul progetto “case a un euro”, ha ricevuto 1 milione e 150mila euro di fondi pubblici per acquisire 7 fabbricati da convertire in albergo diffuso, ovvero una struttura ricettiva formata da più immobili, per un totale di 38 posti letto. Un modo per sostenere e rilanciare l’economia locale con uno sforzo minimo per le casse comunali. Inoltre, molte emittenti televisive estere hanno inviato troupe nelle località che aderiscono ai progetti case a 1 euro, creando format e docufilmcon ricadute importanti per le economie cittadine.

Fonte BusinessInsider

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