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Caso Ruby. Morta Imane Fadil, pm apre inchiesta: si teme avvelenamento

La modella di origine marocchina era una dei testimoni nel processo Ruby Ter sulle cosiddette ‘cene eleganti’ ad Arcore; è morta a Milano dopo un lungo ricovero. Sul corpo è stata disposta l’autopsia. La procura indaga.

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Imane Fadil, 33enne modella marocchina diventata teste nel processo Ruby Ter sulle cosiddette cene eleganti ad Arcore è morta a Milano dopo un lungo ricovero all’ospedale Humanitas. Il decesso lo scorso 1° marzo, ma solo oggi se ne è avuta notizia. La ragazza, che aveva chiesto di esser parte civile nel procedimento che vede tra gli imputati l’ex premier Silvio Berlusconi, potrebbe essere stata avvelenata. Una rivelazione fatta dalla stessa modella sia all’avvocato che al fratello. Sulla morte indaga la procura di Milano che ha aperto un fascicolo per omicidio.

La ragazza temeva di essere stata avvelenata

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A darne la notizia del decesso della ragazza è stato il procuratore Francesco Greco, che ha comunicato anche l’apertura dell’indagine. Prima di morire, Fadil ha confidato a chi le stava vicino di temere di essere stata avvelenata. La donna stava scrivendo un libro e ora la procura indagherà sulle bozze per capire se quanto stava scrivendo possa avere a che fare con la sua morte.

Imane Fadil “stressata dal bunga bunga”

A gennaio scorso Imane Fadil, con le altre due testimoni Ambra Battilana e Chara Danese era stata esclusa dal tribunale dalle parti civili nel processo Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi e altre 23 imputati, tra cui molte olgettine, con le accuse, a vario titolo, di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari.”Stressate” dalla loro scelta di denunciare il ‘bunga – bunga’. Così il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio avevano definito la condizione delle tre ragazze. “Sono ragazze – aveva detto Siciliano – che hanno subito infinite e dirette possibilità di danno da questa vicenda, dallo stress alle difficoltà relazionali. Di fronte a eserciti di persone che, come un’unica voce, sostenevano la loro tesi erano una minoranza per cui loro stesse, in inferiorità numerica, avrebbero potuto essere accusate non solo di falsa testimonianza ma anche di calunnia”.

Cosa succedeva nelle ‘cene eleganti’ di Berlusconi

Imane Fadil nel 2011 venne invitata per la prima volta ad Arcore, a casa di Berlusconi, allora presidente del Consiglio. Partecipò a ben otto “cene eleganti” e durante alcune di queste, a suo dire, vide di tutto: non solo sesso, spogliarelli,  palpeggiamenti . “La cosa non si limita a un uomo potente che aveva delle ragazze – aveva affermato con riferimento all’ex premier – (…), questo signore fa parte di una setta che invoca il demonio (…) fatta di sole donne, decine e decine di femmine complici. In quella saletta dove si faceva il “bunga bunga” c’era uno stanzino con degli abiti, tutti uguali, come delle tuniche. A cosa servivano? (…). Ho visto presenze strane, sinistre. Io sono sensitiva fin da bambina (…) e le dico che in quella casa ci sono presenze inquietanti. Là dentro c’è il Male, io l’ho visto, c’è Lucifero”.

Fonte FanPage

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