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“Il Po già più secco che a Ferragosto”. E il letto è un tappeto di plastica

È appena iniziata la primavera ma per il Po è già emergenza siccità. Per la Coldiretti il più lungo fiume italiano “è più secco che a Ferragosto”. E laddove non scorre più viene fuori un altro problema, vale a dire un’enorme distesa di plastica

Roberto Bordi

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È stato uno degli inverni più asciutti di sempre. E la primavera è iniziata sulla falsariga della stagione precedente. Abbastanza per convincere la Coldiretti lanciare l’allarme siccità. Attualmente, nel tratto di Po in corrispondenza di Boretto, in provincia di Reggio Emilia, il più lungo e importante fiume italiano ha una portata di 554 metri cubi al secondo. Impietoso il paragone con Ferragosto 2018, quando la portata era superiore (679 metri cubi al secondo).

Una tragedia per i coltivatori emiliani, che da tempo attendono inutilmente il maltempo. In inverno è caduto il 40 per cento di acqua in meno e l’emergenza rischia di peggiorare nei prossimi mesi, con gli invasi che potrebbe svuotarsi rapidamente per la micidiale combinazione di caldo, poca neve e boschi secchi. Già in pericolo le semine primaverili di granoturco, barbabietole, riso e pomodoro. Ma il problema della scarsità d’acqua non riguarda solo l’Emilia ma un po’ tutto il Nord, su cui in queste ore persiste un’area di alta pressione che, in base alle previsioni del sito ilmeteo.it, potrebbe essere accompagnata, nell’ultimo weekend di marzo, da un aumento delle temperature (e quindi della siccità).

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La Coldiretti emiliana denuncia che allo stato attuale “la situazione è grave come quella del 2017, uno degli anni peggiori del secolo, che ha creato difficoltà anche per gli usi civili nei centri urbani ed è costata 2 miliardi di euro in danni all’agricoltura a causa della siccità che ha tagliato i raccolti delle principali produzioni, dagli ortaggi alla frutta fino al mais, ma anche ai vigneti e al fieno per l’alimentazione del bestiame per la produzione di latte”. Insomma, il caldo minaccia direttamente una delle eccellenze italiane e al tempo stesso svela un problema di cui si è parlato di recente in occasione delle manifestazioni sul cambiamento climatico organizzate in decine di piazze italiane: l’abuso di plastica.

Le foto diffuse su Twitter da Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace, mostrano l’inquietante tappeto di oggetti di plastica – confezioni, bottiglie e altro – adagiati sul letto di una chiusa nel bacino del Po, in Veneto. Testimonianza drammatica di come i vari problemi ambientali siano tra di loro collegati a doppio filo.

Fonte ilGiornale

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