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Il presidente della Banca di Francia: “L’euro? Un vero successo”

Il governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau, non ha dubbi: l’euro è un vero e proprio

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successo che ha migliorato il potere d’acquisto dei francesi. Come riporta France Inter, il capo della Banque de France in una lettera inviata a Emmanuel Macron sui 20 anni della moneta unica ha scritto: “L’euro ha contribuito a proteggere il potere d’acquisto dei francesi. Per 20 anni, il potere d’acquisto è aumentato in media del 20%”.

Villeroy de Galhau ha detto: “Un mutuo valeva il 5% di 20 anni fa contro l’1,5% di oggi, è un vero successo popolare. È sostenuto dal 72% dei francesi che vogliono tenerlo come loro moneta”. Non solo, ma ha anche detto che il potere d’acquisto dei francesi è aumentato in media del 20%. Una media dell’1% per venti anni. Insomma, a detta del governatore della banca francese, non c’è alcun motivo per criticare l’euro: tutto va a gonfie vele e a Parigi sembra che nessuno abbia motivo di dubitare della bontà della moneta unica.

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Certo, da uno come il governatore di Banque de France non ci si può aspettare qualcosa di molto diverso. È lui uno dei papabili per la guida della Banca centrale europea dopo la fine del mandato di Mario Draghi. E quindi è abbastanza difficile credere che possa ricredersi dicendo che l’euro non è più quell’istituzione perfetta o quasi che da Francoforte e dintorni continuano a difendere senza possibilità di critica profonda.

Il problema è che le parole di François Villeroy de Galhau cozzano con una realtà francese molto diversa, manifestata plasticamente dalle grandi manifestazioni dei gilet gialli in questi ultimi mesi così come dalla chiara presa di posizione dell’elettorato francese più critico che, anche alle presidenziali in cui ha vinto Macron, hanno votato a favore di Marine Le Pen o Jean-Luc Mélenchon. Quella Francia euroscettica non si è certamente volatilizzata. E il consenso per i gilet gialli nelle prime settimane di protesta è stato il segnale eloquente di uno scollamento sempre più evidente fra popolazione ed establishment non solo sull’appartenenza all’Unione europea ma anche sulle politiche imposte dalla Bce a dai governi europeisti di Francia e Germania.

Miopia? No, semplice calcolo politico. Perché è chiaro che dietro questa scelta di esaltare la moneta unica europea ci sia la volontà da parte di Villeroy de Galhau di dimostrare che la Francia è pronta a garantire la stabilità dell’euro, che la moneta unica funziona e che un francese (precisamente lui) può guidare Francoforte. Il fatto è che né la Francia ha guadagnato realmente dall’euro né i francesi sono d’accordo. E se il secondo dato è dimostrato dalla protesta dei cittadini d’Oltralpe contro l’Ue e dall’ascesa dei movimenti critici verso Bruxelles, il primo è stato anche dichiarato da uno studio tedesco che, come spiegato su questa testata, ha evidenziato che in realtà solo la Germania ha guadagnato dall’istituzione dell’euro.

Come confermato dal Centrum für Europäische Politik di Friburgo, tra il 1999 e il 2017,la Francia ha perso circa 3600 miliardi di euro, (l’Italia ne ha persi circa 4300). In sostanza, un cittadino francese, dall’ingresso nell’euro, ha perso 56mila euro. Numeri che sembrano essere confermati dall’impoverimento della classe media, dalla ghettizzazione delle grandi periferie, dalla perdita di potere d’acquisto e dalla povertà sempre più diffusa in tutto il Paese. Ma evidentemente la propaganda per Bce è più importante della realtà dei fatti.

Fonte Gli Occhi della guerra

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