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Fiumi inquinati: un mix chimico scorre nelle ‘vene’ d’Europa

Un quarto delle sostanze chimiche identificate nei fiumi inquinati è vietato per legge

(Rinovabili.it) – Pesticidi e farmaci ammorbano le acque europee. Dopo l’allarme sui fiumi inquinati nel mondo, lanciato nel 2018 da IHE Delft (leggi anche Nei fiumi di tutto il mondo scorre un cocktail di medicinali), oggi una nuova ricerca indaga il livello di contaminazione dei corsi d’acqua. E il referto è poco rassicurante. Un gruppo di scienziati dell’Università di Exeter, nel Regno Unito ha voluto testare lo stato di 29 fiumi e canali in dieci Paesi europei, inclusa l’Italia. Il risultato? Nel sistema venoso europeo scorre un mix di diserbanti, fungicidi, insetticidi e farmaci antimicrobici ad uso veterinario. Per la precisione, il team ha rinvenuto un centinaio di pesticidi, di cui un quarto vietato per legge. Senza contare che in metà dei siti analizzati almeno una di queste sostanze risultava sopra i livelli massimi consentiti. I ricercatori hanno tenuto a sottolineare, però, che la presenza di prodotti senza licenza non significa necessariamente che siano stati usati illegalmente, in quanto potrebbero essere stati impiegati prima che i divieti entrassero in vigore o le licenze scadessero.

La concentrazione massima combinata di pesticidi(94,02 μg/L) è stata rinvenuta in un campione prelevato da un canale belga, dove era disciolta una miscela di 70 sostanze diverse. Nel complesso, la classe degli erbicidi (e la terbutilazina in maniera particolare) è risultata prevalente nei campioni.

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Va sottolineato che le tecniche di test utilizzate dagli scienziati, hanno permesso di rilevare solo un sottoinsieme di pesticidi e glifosato e clorotalico sono stati esclusi a priori dallo studio, il che significa che i risultati non rappresentano il livello completo di contaminazione.

La ricerca sui fiumi inquinati, pubblicata sulla rivista Science of the Total Environment, aveva come obiettivo quello di dimostrare la prevalenza di sostanze chimiche biologicamente attive nei corsi d’acqua in tutta Europa. “C’è un’enorme incertezza su quali effetti queste miscele di sostanze potrebbero avere sulla fauna selvatica e sulla salute umana”, ha affermato il dott. Jorge Casado, che ha guidato il lavoro analitico. “Nonostante i continui sforzi dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) per stabilire metodi di valutazione, allo stato attuale non sappiamo ancora cosa significhino esposizioni così complesse e variabili ai prodotti chimici, anche se alcuni e si trovano a concentrazioni individuali non preoccupanti”.

Fonte Rinovabili

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