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Gilet Gialli non mollano e Macron cerca di abbandonare l’austerity e Germania

Emmanuel Macron ha consapevolezza della necessità di un cambiamento. Le toppe che ha provato a mettere per sanare la situazione dei gilet gialli non stanno funzionando. Il quadro non cambia e le proteste continuano.

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La Francia si avvicina all’appuntamento elettorale del 26 maggio, mentre i sondaggi raccontano di come Marine Le Pen possa scavalcare, in termini di consenso, l’inquilino dell’Eliseo. Qualcosa, in quella che doveva essere una presidenza riformista ed europeista, non sta funzionando a dovere. 

A sottolineare come Macron possa sterzare, allontanandosi dall’austerity e da posizioni germanofile è stato il quotidiano Italia Oggi, che ha richiamato l’analisi in materia fatta da Der Spiegel. Angela Merkel e il leader de La Republique En Marche sono i volti noti dell’Ue a trazione franco – tedesca, ma la biunivocità – questo è il dato da cui partire per comprendere l’intero ragionamento – sta convenendo solo a uno dei due contraenti del trattato di Aquisgrana. Der Spiegel ha evidenziato come Macron, almeno per mezzo di un virgolettato, abbia iniziato a parlare di Germania alla stregua di una locomotiva che non guarda al resto del treno. 

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Non è un argomento nuovo, ma spesso è stato avanzato dagli euroscettici. Fa scalpore, insomma, ascoltarlo da uno dei, se non dal, principali partner geopolitici e commerciali dei tedeschi. Sebastién Maillard, un importante analista – ci dicono sempre le fonti citate – ha approfondito quello che gli americani chiamano momentum.

Siamo dinanzi a una fase clou: o Macron trova la ricetta per sganciarsi da una posizione di appiattimento eccessivo oppure l’enfant prodige della politica francese rischia di schiantarsi, politicamente parlando, per il volere elettorale degli stessi cittadini transalpini. Quelli che lo hanno eletto presidente. Questo lo si legge dalle rilevazioni elettorali. Non può sbagliare e non esistono, a ben vedere, opportunità di diversa tipologia. 

Ai francesi non piace tanto l’austerity quanto la sua imposizione. La grandeur,poi, risente della subalternità ai confinanti teutonici. Vogliono recitare un ruolo da protagonisti e lo vogliono fare battendo un sentiero proprio. Quando la Francia – dicono – si è adagiata troppo alla Germania, le cose non sono mai andate bene. Il fatto che Macron viva di luce riflessa della Merkel, come pare, non viene visto di buon occhio.

Nella prossima scena di questo film, Macron proverà a cambiare narrativa, ma serviranno pure interventi concreti. I gilet gialli e il ceto medio d’Oltralpe, quello impoverito, che secondo Alain de Benoist ha prodotto il fenomeno populista, attendono una redistribuzione sociale. Non basterà modificare il messaggio mediatico. Vedremo se questo cambiamento verrà operato per tempo: al rinnovo del Parlamento europeo manca meno di un mese. 

Fonte Gli Occhi della guerra

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