Privacy Policy In difesa degli Ebrei

In difesa degli Ebrei

Giustificare le proprie azioni con la necessità di proteggere i deboli e gli indifesi. Questa è la prima regola della retorica politica. Se avete bombardato la Siria, non dite che lo avete fatto per installare il vostro regime fantoccio o per farci passare un oleodotto. Dite che lo avete fatto per salvare i bambini di Aleppo gassati da Assad il Macellaio. Se occupate l’Afghanistan, non confessate di ricavare lauti guadagni contrabbandando eroina; dite che siete venuti a proteggere le donne. Se volete mettere la vostra popolazione sotto sorveglianza totale, dite che lo fate per evitare che i gruppi d’odio colpiscano gli indifesi e i diversi.

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Ricordate: non serve chiedere ai bambini, alle donne o agli immigrati se vogliono la vostra protezione. In caso di necessità, è sempre possibile trovare alcuni profili adatti che si facciano riprendere dalle telecamere e ripetano a memoria una breve dichiarazione. Con tutta la mia antipatia per l’ipocrisia R2P (Responsabilità di Proteggere), non posso assolutamente biasimare i presunti protetti per i disastri causati dai loro indesiderati protettori.

Queste considerazioni mi sono venute alla mente durante la mia recente visita in Francia per la pubblicazione del mio nuovo libro: Nel nome di Cristo. In Francia si sta assistendo ad un veloce ridimensionamento della libertà. In tutte le nazioni sta capitando una cosa del genere, ma la Francia le batte tutte. Per anni ha avuto leggi che vietavano le cose che non piacevano agli ebrei, ma ora queste leggi vengono ampliate, punendo non solo il dire o lo scrivere ma anche il pensare, l’insinuare o l’ammiccare. Il disegno di legge che criminalizza l’antisemitismo e l’antisionismo potrebbe essere votato molto presto. Come la legge che era stata votata nel 2015 (dopo l’attacco a Charlie Hebdo), che colpiva “l’apologia del terrorismo,” la nuova legge permetterà al governo di imprigionare chiunque, anche per un tweet o un post su Facebook, e detenerlo per 18 mesi in “carcerazione preventiva,” anche prima di arrivare in tribunale. Il giudice potrà condannare sulla base di “un’intima convinzione” o di “intenzioni nascoste.”

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Questa lotta contro il presunto antisemitismo è diventata, come anche nel Regno Unito, un potente strumento delle élite al potere contro il popolo. Viene usato usato contro i Gilets Jaunes (i giubbotti gialli) e contro l’opposizione in generale. Le autorità applicano in Francia il principio R2P per attaccare la libertà; in pratica dovrebbero proteggere gli ebrei (come se gli ebrei avessero bisogno di protezione) e, in nome degli ebrei, rubano la libertà di tutti.

Con una certa licenza poetica, si potrebbe asserire che gli ebrei non hanno colpa di questo assalto [alla libertà], così come i bambini di Aleppo non sono colpevoli dei bombardamenti sulla Siria e le donne afghane non sono responsabili dell’occupazione americana. Gli ebrei sono stati usati come vittime proverbiali, ma lo sono stati anche i bambini e le donne. Le colpe e le responsabilità sono di quelli che li usano come pretesto.

Potreste sostenere che il confronto è forzato, perché le organizzazioni ebraiche francesi partecipano attivamente a questa campagna contro la libertà in Francia. Sì, è vero, ma queste organizzazioni si sono volontariamente auto-nominate curatrici degli interessi ebraici. Gli ebrei non hanno votato per loro e non le hanno scelte. Il governo era libero di ignorarle, dal momento che non rappresentano i loro concittadini ebrei. In realtà, questo era il tradizionale approccio francese, che ha sempre rifiutato di trattare con le organizzazioni ebraiche, in base al principio che gli ebrei francesi sono [in primo luogo] francesi e non hanno bisogno di intermediari. Se il governo ha preferito ascoltarle, è solo perché esse dicono ciò che il governo vuole sentire.

Ad Annecy, una delle più belle città medievali della Francia, avevo incontrato Maître Viguier, l’avvocato del signor Alain Soral che, davanti ad un piatto di fonduta di formaggi, la specialità del posto, mi aveva raccontato una storia incredibile.

Nel corso della loro dimostrazioni, i Gilets Jaunes avevano bruciato le immagini di un personaggio televisivo francese, Bernard Henri Levi (BHL in breve), e di alcune altri illustri personalità. Questo evento era stato immortalato in un video divertente che potete guardare con piacere e che era stato caricato su un sito web associato ad Alain Soral.

Il CRIF (o/e LICRA insieme ad altri organismi) sulla base di questo fatto, ha accusato il signor Soral di antisemitismo, un reato penale, e ha chiesto 2 anni di carcere più 30.000 euro come ammenda, e altri 82.500 euro come risarcimento alle “vittime.” Il sig. Maître ha detto che le élite cercano di unire il popolo ebraico contro Gilets Jaunes e contro tutto il resto del popolo francese. Altri sostenitori dei GJ, come Jean Bricmont e M. Chouard sono i prossimi della lista, dopo Soral.

Il CRIF ha detto che il rap [del video] era un linguaggio in codice. L’immagine bruciata di BHL suggerisce un grande fuoco con cui bruciare tutti gli ebrei. “Tra il 1940 e il 1945, i nazisti avevano definito gli ebrei ‘parassiti’ e ‘parassiti’ che avrebbero dovuto essere sterminati,” dicono. Ed ecco perché la parola “parassiti” nella clip si riferisce necessariamente agli ebrei che dovrebbero essere sterminati. Una logica molto debole; Socrate avrebbe rimandato questi sofisti del CRIF nelle buche dove di solito si riparano dalla luce del sole. Qualunque cosa avessero detto i nazisti, non avevano il copyright del termine “parassiti.” Nell’Unione Sovietica dopo la Rivoluzione dell’ottobre 1917, quando gli ebrei occupavano un posto di rilievo nella società, la canzone rivoluzionaria più in voga diceva che i parassiti non hanno il diritto di governare la Terra.

I parassiti sono quelli che non lavorano ma consumano; e questa non è una caratteristica tipica ebraica. Sostenendo che gli ebrei sono parassiti, le autoproclamate organizzazioni ebraiche si lasciano andare ad un vile antisemitismo, gliel’ho detto.

Cosa c’è di sbagliato nel dare alle fiamme di un’immagine di BHL? BHL è un cittadino francese che ha diritto alle sue opinioni. Tuttavia, nessuna delle sue opinioni potrebbe o dovrebbe essere accettata come “punto di vista ebraico.” Gli ebrei francesi, e certamente gli ebrei di tutto il mondo, hanno una grande varietà di punti di vista, alcuni concordano con BHL su certi argomenti, altri non sono d’accordo, a volte anche in misura notevole. Il signor BHL era stato un fervente sostenitore, o addirittura un istigatore, dell’attacco NATO contro la Libia nel 2011, che aveva fatto diventare questo paese del Nord Africa piuttosto prospero uno stato fallito, governato da bande armate islamiste. Il sig. BHL era stato un fervente sostenitore, o un istigatore, del colpo di stato a Kiev nel 2014, che aveva deposto il legittimo presidente dell’Ucraina e portato al potere i seguaci del Quisling nazista Stepan Bandera. Il signor BHL aveva cercato di scatenare l’ira dei suoi compatrioti francesi contro i GJ. Queste ed altre ferme convinzioni del sig. BHL avevano provocato la rabbia di alcuni cittadini francesi che avevano espresso la loro indignazione bruciando la sua foto. Questi atti del sig. BHL e dei suoi avversari sono perfettamente legittimi nei limiti di un libero e pubblico dibattito.

Ciò che non è e non può essere legittimo è il tentativo da parte del CRIF di creare una falsa narrativa, come se le opinioni e le azioni del sig. BHL fossero l’espressione del punto di vista ebraico. Questa è una odiosa menzogna antisemita. Gli ebrei di Francia, di Israele e del mondo non avevano voluto a tutti i costi che la Libia venisse bombardata o Kiev rovesciata; gli ebrei non hanno una posizione politica univoca sulle elezioni francesi o sui movimenti politici francesi. Alcuni ebrei francesi sostengono i GJ e altri li osteggiano. Alcuni hanno votato per il sig. Macron, altri per la signora Le Pen o per il sig. Soral.

Sono solo i viziosi antisemiti a sostenere che tutti gli ebrei seguono e appoggiano BHL. Questa perversa affermazione è stata portata avanti da una autoproclamata “organizzazione ebraica,” il CRIF.

Lasciatemelo ripetere: l’organizzazione chiamata CRIF non rappresenta gli ebrei francesi, perchè non è stato eletta dagli ebrei francesi. La sua leadership non è accettata dagli ebrei francesi o da quelli di altre nazionalità. È un’organizzazione politica con dei precisi obiettivi, che non coincidono con quelli della maggioranza degli ebrei in Francia o altrove.

Anche se è possibile sostenere che, in alcuni casi, il CRIF agisce nell’interesse degli ebrei combattendo il pregiudizio anti-ebraico, in questo caso particolare il CRIF agisce contro gli interessi ebraici, poiché questa azione probabilmente rafforzerà il pregiudizio anti-ebraico, secondo cui tutti gli ebrei si coalizzerebbero per portare a termine qualche dubbio obiettivo, come la disgregazione della Libia o dell’Ucraina o per altre controverse finalità.

Gli ebrei, in quanto ebrei, non hanno alcuna posizione su questi argomenti. Il sig. BHL non è né un rappresentante eletto né un’autorità spirituale per gli ebrei in Francia o altrove. Non si veste da ebreo osservante, non segue le leggi e le usanze ebraiche; si sa che la sua famiglia comprende degli apostati; le sue azioni sono sempre state quelle di uno spirito libero; non si è mai consultato con le autorità ebraiche, spirituali o temporali.

Ha perfettamente diritto ai suoi punti di vista e alle sue opinioni; tuttavia, non può affermare di agire nell’interesse ebraico o di rappresentare gli ebrei. Ancor meno, il CRIF potrebbe considerare una protesta contro BHL alla stregua di un gesto contro tutto il popolo ebraico, come fosse un atto di antisemitismo. Se c’è qualcuno ad essere antisemita è il CRIF stesso, quando suggerisce che un attacco a BHL è un attacco al popolo ebraico. Se le cose stessero così, dovremmo considerare una condanna del comico di colore Dieudonné un atto di razzismo contro i neri?

In Israele è perfettamente legale bruciare l’immagine di BHL e ho intenzione di farlo domani a Tel Aviv, sulla Gordon Beach, gliel’ho detto. Nessun tribunale in Israele mi accuserebbe di antisemitismo se bruciassi una immagine di BHL o una foto di Netanyahu, che è comunque un rappresentante eletto dello stato ebraico di Israele. Mentre la bandiera israeliana è protetta dalla profanazione, l’immagine di una persona di origine ebraica non lo è. Siete liberi di bruciarla o di vilipenderla nel modo che preferite.

Sono certo che i cittadini francesi non sono meno liberi dei cittadini israeliani, e spero che il tribunale francese respinga la frivola pretesa dell’autoproclamata organizzazione ebraica chiamata CRIF contro il signor Alain Soral. Sarebbe bello se il sig. BHL trovasse il coraggio di sostenere l’onorevole Soral contro il CRIF, affermando che non era e non è il legittimo rappresentante o l’autorità spirituale degli ebrei francesi. Sarebbe ancora meglio se la Repubblica Francese accusasse il CRIF di incoraggiare pregiudizi antiebraici con affermazioni senza fondamento.

Se la Repubblica Francese ritiene necessario condannare il signor Alain Soral per un qualsiasi motivo, che lo faccia senza la pretesa di agire per la causa ebraica. Tenete gli ebrei fuori da questa polemica! Gli ebrei hanno già abbastanza problemi per conto loro, anche senza essere usati come ultima argomentazione in una disputa tutta francese.

Questo è ciò che avevo detto all’avvocato francese, e lui aveva usato la mia argomentazione nell’udienza del tribunale. Potete leggere qui per intero in francesequesto intervento o, semplicemente, guardare uno scambio di idee (in inglese con traduzione francese) che avevo avuto con un famoso presentatore francese, Jean-Michel Vernochet, e con l’affascinante poetessa, esperta di politica, nonchè mia traduttrice, la sig.ra Maria Poumier:

Le storie ebraiche ti tengono per sempre occupato, e sono felice di poter essere di aiuto ai francesi assediati mentre difendo gli ebrei. Dio sa, gli ebrei hanno abbastanza peccati per conto loro, anche senza dover subire e difendere quelli dell’establishment francese.

Sarebbe triste e imprudente concludere questo pezzo con un tono così cupo, mentre la gloriosa estate delizia i nostri occhi. Attraversiamo la Manica, dove l’indomito 93enne Primo Ministro malese Tun Dr. Mahathir Mohamad, o solo Dr. M in breve, ha parlato domenica scorsa (16 giugno) con gli studenti inglesi della Cambridge Union Debating Society. Secondo un quotidiano, il pubblico di Cambridge era rimasto deliziato dalla brillante arguzia del Dr. M.

Ho alcuni amici ebrei, ottimi amici, non sono come gli altri ebrei, è per questo che sono miei amici,” aveva detto il dottor M, causando uno scroscio di risate. Spero che mi consideri un suo amico, dal momento che mi aveva invitato nella sua Kuala Lumpur 15 anni fa e, da allora, ho doverosamente scritto articoli sulla Malesia e su di lui, l’uomo che aveva combattuto Soros e il FMI e aveva vinto. Leggete qui come c’era riuscito.

Molte volte ha definito Israele “la forza dietro a tutti i mali del Medio Oriente“. Né ha mai avuto paura di essere etichettato come antisemita. Eppure questo grande uomo (il cui solo nome fa inorridire gli attivisti ebrei e spinge il Labor Club dell’Università di Cambridge a dichiarare la sua “solidarietà con gli ebrei britannici“) ha governato il suo paese per oltre 40 anni e, recentemente, è stato rieletto come candidato del partito di opposizione. Ha più di novanta anni e sono molto ben portati.

Perciò siate di buon umore, miei cari amici e lettori! Seguite l’esempio del dottor M e non temiate di essere chiamati voisapetechecosa. Questa non è la fine del mondo. La voce degli ebrei è potente solo quando va all’unisono con poteri reali e quando i suoi avversari sono miti e imbelli. Gli uomini dalla mentalità forte possono facilmente passare oltre la sua opposizione, come farebbero con un battibecco di comari al mercato.

Israel Shamir

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/ishamir/protecting-the-jews/

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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